ILLUD MAXIME MIRANDUM UNITAS UNIVERSI LEGENS REGENS



Mi accorsi, facendo immersioni subacquee, che anche i fondali marini partecipano della stessa armonia segreta che governa il mondo visibile. Là sotto, tra le correnti e le distese di luce filtrata, le forme della vita sembrano disposte secondo un ordine silenzioso che non è mai rigido, ma fluido come l’acqua stessa. E compresi allora che i boschi seguivano le stesse leggi che muovono le nuvole, diffondono la luce e modellano le onde: una medesima intelligenza naturale, discreta e incessante, si esprime in metamorfosi diverse. Il mare profondo, il respiro delle foreste e il lento dissolversi dei cieli non erano che variazioni di uno stesso linguaggio, in cui la bellezza non si offre mai come forma isolata, ma come relazione, equilibrio e continua trasformazione.

Mi accorsi della coesione profonda che attraversa le leggi dell’universo, come se ogni cosa scaturisse da un ordine invisibile, da una trama sottile e continua che tiene insieme il reale. Mi si rivelò una sorta di partitura silenziosa in cui ogni elemento, pur nella propria irriducibile singolarità, entra in relazione con gli altri secondo proporzioni segrete, come in un’orchestra in cui nessuno suona davvero da solo e tutto concorre a una medesima vibrazione complessiva. Compresi finalmente la forma percepibile dell’armonia, ciò che resiste alla dispersione e al disordine, la capacità del reale di mantenersi unitario pur nella molteplicità delle sue manifestazioni. Ne colsi le strutture profonde e le tradussi in forma sensibile, dando evidenza a ciò che normalmente resta implicito e inespresso.

La natura mi apparve allora come un sistema di segni e simboli cifrati, come la traccia dischiusa di un principio nascosto, una logica originaria che attraversa ogni cosa come una presenza silenziosa e costante.

Francesco Astiaso Garcia



Photo credit   Francesco Astiaso Garcia ©

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