Quale imperdonabile distrazione

"Tutto era dono, tutto era grazia; e com’era bello il panorama attraverso il quale si è passati; troppo bello, tanto che ci si è lasciati attrarre e incantare, mentre doveva apparire segno e invito. Ma, in ogni modo, sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente; un avvenimento degno d’essere cantato in gaudio, e in gloria: la vita, la vita dell’uomo!

Né meno degno d’esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell’uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. È un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura. Assale, a questo sguardo quasi retrospettivo, il rammarico di non averlo ammirato abbastanza questo quadro, dì non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo.

Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità! Tuttavia, almeno in extremis, si deve riconoscere che quel mondo, che è stato fatto per mezzo di Lui, è stupendo. Ti saluto e ti celebro all’ultimo istante, sì, con immensa ammirazione; e, come si diceva, con gratitudine: tutto è dono; dietro la vita, dietro la natura, l’universo, sta la Sapienza; e poi, lo dirò in questo commiato luminoso, sta l’Amore!

La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, d’un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre! In questo ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica Luce; è una rivelazione naturale d’una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell’invisibile Sole, che nessuno ha mai visto, il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato". 

(Paolo VI)

La Grande Sfida del nostro Tempo

Non potendo riconoscere la nostra umanità negli altri, siamo condannati a ignorare la nostra.  (Carlos Fuentes) 

Qualche giorno fa sul "Corriere della Sera", ho letto un illuminante articolo di Mauro Magatti intitolato: "Politica e Religione, il patto che preoccupa la Chiesa". L'articolo affronta il problema recente della strumentalizzazione della religione e dei simboli religiosi da parte di leader politici destrosi e sovranisti.

Romano Guardini, il più importante teologo del 900 ci ha insegnato che la vita sociale tende a strutturarsi attorno a delle polarità irriducibili, mai superate del tutto. Polarizzazioni ed estremismi che ritornano di continuo oscillando da un estremo all'altro.

Veniamo da una stagione affascinata dal mito relativista nella quale si è fatta passare l'idea che per essere liberi si debba necessariamente sciogliere ogni legame, obbligazione o appartenenza. Il pensiero dominante di questa società progressista e laicizzata è stato caratterizzato dalla volontà di superare ogni dogma e certezza morale, in favore dell'autoaffermazione della piena libertà individuale, verso un definitivo affrancamento dalle religioni.

Le premesse di un tale modello si sono svelate ovviamente false e questo non può essere che un bene, ma oggi rischiamo di cadere esattamente in estremismi di segno opposto; Come dice Dante Alighieri, il contrario di un errore non è la verità ma l'errore di segno contrario. La verità è il sentiero stretto fra due errori di segno contrario.

La politica torna in campo marcando confini e facendo leva sull'identità religiosa. Stiamo assistendo, a livello internazionale, alla nascita di un'alleanza fra partiti conservatori, identità nazionali e fede religiosa. In questo tempo di grandi cambiamenti, la nuova destra che sta emergendo in tutto il mondo fa esplicito riferimento ai valori cristiani come uno dei punti qualificanti della propria azione.

Come la laicizzazione radicale è fallace così la nuova fase basata sulla rinnovata alleanza tra politica e religione potrebbe avere gravi conseguenze.

"Né il modello cosmopolita della società tecnica globale, radicalmente individualizzata e laicizzata, né la reazione basata sul ritorno di un nesso diretto tra politica e religione sono capaci di suonare questo spartito, che è poi uno dei segreti dell'occidente cristiano. Ma è lì che occorre guardare. Per il bene della società, dello Stato, della Chiesa."

Questa è la grande sfida del nostro tempo, percorrere il sentiero sretto della bellezza tra due errori di segno contrario.

I poteri forti condizionano le masse con un duplice fine il consumo e il consenso. E gli artisti oggi che fanno?
Per lo più si adeguano.

Oggi più di ieri dobbiamo riflettere sulle parole del filosofo tedesco Josef Pieper: 

"E' possibile evitare che l'uomo si converta in un consumatore totalmente passivo di articoli prodotti in massa, in un discepolo docile e sottomesso di fronte a qualsiasi slogan strombazzato dai dirigenti e dai potenti della nostra società?".

In arte come in politica dobbiamo fuggire l'errore di pensare che la più alta ricompensa sia il consenso. 
L'artista oggi, spesso e volentieri, non combatte i pregiudizi
per affermare un ideale autentico, ma si disinteressa degli 
altri per affermare se stesso, per giunta secondo gli standard della società dei consumi in cui vive.

Chi è l'artista nel nostro immaginario collettivo? L'artista è colui che esce dagli schemi, colui che sa liberarsi da peso della cultura dominante, che sa vivere in proprio rompendo con tutte le convenzioni, le ipocrisie, le gabbie di normalità che gravano come macigni su tutte le società. 
Quali sono allora, mi chiedo, gli schemi che oggi devo rompere, quali le convenzioni e le gabbie di normalità da cui mi devo affrancare per rimanere libero come artista?

Sto leggendo l'ultimo libro di Tzvetan Todorov, critico letterario e storico di origini bulgare, che s'intitola "L'arte nella tempesta" o nella versione francese "iI trionfo dell'artista". Il libro affronta la vicenda degli artisti russi all'epoca della rivoluzione d'Ottobre.

Scrive Todorov: "I detentori del potere sono capaci di annientare quelli che vogliono sottomettere, ma non hanno alcuna presa sui valori estetici, etici, spirituali, provenienti dalle opere prodotte da questi artisti...Senza queste opere l'umanità non potrebbe sopravvivere, nè allora nè oggi. E' qui il trionfo dei fragili eroi del nostro racconto".

Valori estetici, etici e spirituali senza i quali l'umanità non potrebbe sopravvivere; da qui vorrei ripartissimo, dalla bellezza attraverso la quale il mondo si salva, affermiamo ed amiamo la bellezza, in essa s'incarna il senso della vita che non perisce, si tratta di salvare l'umano nell'uomo, di salvare il senso stesso della vita umana contro il caos e l'assurdo.

Voglio concludere ancora con le parole di Josef Pieper:

"Come può l'uomo preservare il fondamento della sua dimensione spirituale?Coloro che non sono capaci di vedere la realtà con i propri occhi, sono allo stesso modo incapaci  di ascoltare in una forma corretta.

Cosa possiamo dunque proporre al riguardo? Una visione più profonda e recettiva, una coscienza più intensa, una comprensione più acuta e perspicace, un'apertura maggiormente paziente verso le realtà silenziose e discrete, un nuovo sguardo verso ciò che prima si trascurava...affinchè l'uomo aumenti la sua capacità di vedere, per arrivare a percepire con occhi nuovi l'abbondante ricchezza di tutta la realtà visibile".
















Insieme gli artisti sono più belli

Progetto Lunga Vita Festival Estate Romana 2018,

performance di pittura 

SperimentAZIONI curata da Violetta Carpino
con la partecipazione di Ascanio Celestini.

Insieme gli artisti siamo più belli:

















sperimentAZIONI Estate Romana 2018


NUOVA EDIZIONE DI PROGETTO LUNGA VITA FESTIVAL
ESTATE ROMANA 2018
Domenica 15 Luglio dalle 16:00 alle 20:00, quindici artisti, selezionati da Violetta Carpino (pittrice e curatrice dell'evento) realizzeranno opere di live painting ispirate al titolo del Festival. 
Parteciperanno: Francesco Astiaso Garcia, Alessandra Carloni, Franco Durelli, Flavia Fanara, Kenji, Lac 68, Tina Loiodice, Anna Lombardi, Marta Quercioli, Antonio Perrotta, Ivano Petrucci, phOBOs, Luana Romano, Daniele Roncaccia, Flavio T. Petricca.


Da venerdì 13 a venerdì 20 luglio 2018, l’Accademia Nazionale di Danza sul colle Aventino si trasforma per la prima volta in un polo di incontro intitolato a tutte le arti della scena e non solo: otto giorni di eventi non stop dedicati al Mito e al Contemporaneo, inseriti in una cornice architettonica e paesaggistica ideale. La terrazza e il giardino del sito ospiteranno maratone di pittura, esposizioni e meeting, mentre sul palcoscenico si alterneranno gli spettacoli in cartellone e – grazie alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – il pubblico italiano e internazionale che nella stagione estiva affolla la zona archeologica potrà visitare, in via straordinaria e gratuita, l’adiacente Mitreo di Santa Prisca.

Accademia Nazionale di Danza_1 (1)PROGETTO LUNGA VITA FESTIVAL 2018




E gli artisti oggi che fanno?



I poteri forti condizionano le masse con un duplice fine il consumo e il consenso. E gli artisti oggi che fanno? per lo più si adeguano.

Oggi più di ieri dobbiamo riflettere sulle parole del filosofo tedesco Josef Pieper: "E' possibile evitare che l'uomo si converta in un consumatore totalmente passivo di articoli prodotti in massa, in un discepolo docile e sottomesso di fronte a qualsiasi slogan strombazzato dai dirigenti e dai potenti della nostra società?".

In arte come in politica dobbiamo fuggire l'errore di pensare che la più alta ricompensa sia il consenso. Non possiamo continuare a strizzare l'occhio al pubblico sempre preoccupati su cosa dire e cosa fare per cavalcare l'onda del momento, e illuderci di continuare ad essere artisti!
L'artista oggi, spesso e volentieri, non combatte i pregiudizi per affermare un ideale autentico, ma si disinteressa degli altri per affermare se stesso, per giunta secondo gli standard della società dei consumi in cui vive.

L'onore non coincide con la reputazione; l'onore dipende dalle virtù della persona, non da quello che pensano gli altri. La nostra società senza onore, è basata sulla reputazione; Indossare pantaloni firmati Armani, appendere nel proprio salone un Dalì e bere Chardonnay per molti è più importante di vestire bene, arredare la casa con gusto e godersi un buon vino. Mi tornano spesso in mente le parole di Karl Popper: "Abbiamo bisogno di un'etica che disprezzi il successo".

Chi è l'artista nel nostro immaginario collettivo? L'artista è colui che esce dagli schemi, colui che sa liberarsi da peso della cultura dominante, che sa vivere in proprio rompendo con tutte le convenzioni, le ipocrisie, le gabbie di normalità che gravano come macigni su tutte le società. Quali sono allora, mi chiedo, gli schemi che oggi devo rompere, quali le convenzioni e le gabbie di normalità da cui mi devo affrancare per rimanere libero come artista?

Sto leggendo l'ultimo libro di Tzvetan Todorov, critico letterario e storico di origini bulgare, che s'intitola "L'arte nella tempesta" o nella versione francese "iI trionfo dell'artista". Il libro affronta la vicenda degli artisti russi all'epoca della rivoluzione d'Ottobre.

Scrive Todorov: "I detentori del potere sono capaci di annientare quelli che vogliono sottomettere, ma non hanno alcuna presa sui valori estetici, etici, spirituali, provenienti dalle opere prodotte da questi artisti...Senza queste opere l'umanità non potrebbe sopravvivere, nè allora nè oggi. E' qui il trionfo dei fragili eroi del nostro racconto".

Valori estetici, etici e spirituali senza i quali l'umanità non potrebbe sopravvivere; da qui vorrei ripartissimo, dalla bellezza attraverso la quale il mondo si salva, affermiamo ed amiamo la bellezza, in essa s'incarna il senso della vita che non perisce, si tratta di salvare l'umano nell'uomo, di salvare il senso stesso della vita umana contro il caos e l'assurdo.

Voglio concludere ancora con le parole di Josef Pieper:
"Come può l'uomo preservare il fondamento della sua dimensione spirituale? Coloro che non sono capaci di vedere la realtà con i propri occhi, sono allo stesso modo incapaci  di ascoltare in una forma corretta.
Cosa possiamo dunque proporre al riguardo? Una visione più profonda e recettiva, una coscienza più intensa, una comprensione più acuta e perspicace, un'apertura maggiormente paziente verso le realtà silenziose e discrete, un nuovo sguardo verso ciò che prima si trascurava...affinchè l'uomo aumenti la sua capacità di vedere, per arrivare a percepire con occhi nuovi l'abbondante ricchezza di tutta la realtà visibile".


AUTORITRATTO


Ci Vuole un Fiore (Performance di pittura dal vivo)

Mercoledì prossimo 13 giugno nel giardino Leone Capitanata 
(via di Pietralata 306, angolo via dei Durantini) 
alle ore 18:30 circa, realizzeremo una performance di Street Art per la riqualificazione della decadenza urbana nel contesto di PIETRALARTE 2018.

Dipingeremo un muro di circa 30 metri quadrati che affaccia su una scuola e una casa di riposo per anziani   
  
   con:                          Turi Sottile 
                                    Cristiano Quagliozzi 
                                    Francesco Astiaso Garcìa 
                                    Gio Montez 



All'evento saranno presenti i partner  di PIETRALARTE 2018 per la presentazione delle rassegne musicali e delle attività culturali e dei centri estivi per bambini e genitori. 

La performance si chiamerà "Ci vuole un Fiore"

L'arte è il fiore che salva l'uomo dal non senso e dall'assurdo.
La bellezza da sola non fa le rivoluzioni ma arriva il giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza. Questo mondo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione; 

Ma qual'è questa bellezza per cui il mondo si salva?
La bellezza nella quale s'incarna il senso della vita che non perisce.

Dovunque c'è avidità, egoismo, guerra e divisione...questo dà la misura della lotta che attraverso la bellezza stiamo conducendo, si tratta di salvare l'umano nell'uomo, di salvare il senso stesso della vita umana contro il caos e l'assurdo.

La bellezza può lasciar trasparire qualcosa della speranza che è più grande della sofferenza e della decadenza.
L'arte può riuscire ad indicare il bisogno insopprimibile di qualcosa, che dia senso all'effimero ed altrimenti assurdo agitarsi dell'uomo nel tempo e nello spazio.

Recentemente ho rivisto il film "i cento passi" e mi ha colpito moltissimo uno dei dialoghi del protagonista, Peppino impastato in cui parla della bellezza: 

"La Bellezza è importante, non ci vuole nulla a distruggere la Bellezza... e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni 
e 'ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla". 

Alla performance seguirà l'Open-BARBECUE, vi aspettiamo numerosi!!!!

GIO MONTEZ


TURI SOTTILE


CRISTIANO QUAGLIOZZI

FRANCESCO ASTIASO GARCIA

"Non portiamo l'arte in strada ma trasformiamo la strada in opera d'arte" (Gio Montez)
Una manifestazione artistica e culturale non convenzionale fra Giugno e Settembre 2018 che prevede 5 mostre d'arte, una rassegna musicale, oltre 40 performers da tutto il mondo, attività laboratoriali e per-corsi d'arte che si diramano per il quartiere .  
Prendi un MAP-Magazine e parti alla scoperta del tesoro nascosto di via di Pietralata!



h 18:00 CONFERENZA STAMPA PIETRALARTE 2018
h 19.00 INTERVENTO DI STREET ART " Ci vuole un fiore"

h 20.00 Open-BARBECUE con chitarra

Atelier, Luogo di Restituzione e Condivisione

Picasso amava ripetere che l'arte è caratterizzata da due tempi, quello della pienezza e quello della restituzione.

L'artista deve assorbire vita e bellezza come una spugna, deve viaggiare, perdersi per le strade del mondo, leggere libri, parlare con sconosciuti, vivere drammi, gioie e profondi cambiamenti, raggiungendo così uno stato di pienezza.
Solo allora potrà entrare nella fase della restituzione condividendo nella creazione l'intensità dell'esperienza, dei sogni e della conoscenza.

L'Atelier è il luogo della restituzione, luogo di rifugio e di ritiro dagli affanni del mondo, luogo di silenzio e di raccoglimento; Nello studio di un artista il tempo sembra sospeso.

L'Atelier è il luogo della creazione per eccellenza, spazio della mente, dove il sogno diventa materia e la materia sogno, ma anche spazio per il gioco.

L'atelier è il luogo d'origine dell'opera d'arte, ma anche  il luogo dove si conservano le opere in attesa della vendita e delle esposizioni nei musei e nelle gallerie.

Possiamo considerare l'atelier come un autritratto biografico dell'artista attraverso lo spazio; la forma e l'arredo si configurano adeguandosi alla fisionomia ai moti dell'animo di chi lo abita. Così lo studio di Bacon è un ammasso dilagante, quello di Calvino di un rigore ascetico.

L'atelier è anche spazio di socialità, l'artista invita ad accomodarvisi i mercanti, i collezionisti e visitatori.
Qui si incontrano committenti, viaggiatori e altri artisti con cui confrontarsi e scambiare idee e progetti; come succedeva tra gli intellettuali nei caffè nella Parigi di fine ottocento.
Un po’ officina e un po’ museo, un po’ fabbrica e un po’ salotto; L'artista deve dividere il proprio tempo tra cavalletto, colori, e relazioni sociali per diffondere il proprio lavoro e procacciarsi sempre nuove commissioni.

L'arte è relazione, per cui, chiunque fosse interessato a visitare il mio studio è il benvenuto! Diamo senso a questo blog e passiamo dalla condivisione in rete alla condivisione nello spazio fisico, dalla lettera alla parola faccia a faccia, dai commenti e i "mi pace" a conversazioni e confronti diretti! Allora non perdete l'occasione, e contattatemi in privato per prendere un appuntamento e visitare il mio nuovo studio d'arte, non accontentatevi di una visita virtuale. (f.astiaso.garcia@gmail.com)


                            FOTO ANTEPRIMA :
  























































Per informazioni visita il sito:  www.francescoastiaso.com