Ripartiamo dalla Bellezza


Si respira nel mondo un’aria di tensione, di competizione ed incomunicabilità che sfocia facilmente nell’ostilità e nello scontro. La conflittualità invade tutti i settori della società e sembra inasprirsi di giorno in giorno; dai singoli individui, alle relazioni intra-familiari, fino ad arrivare al rapporto tra gli Stati.
Per trasformare in energia positiva quella che rischia di degenerare in una spinta distruttiva occorre riconoscere la portata delle trasformazioni in corso, che arrivano fino ad investire il piano spirituale.
Di fronte alla portata della crisi in atto, come artisti, dobbiamo sentirci coinvolti nel favorire la ricerca globale di senso e di felicità. Tutti parlano di ripartenza e lavorano affinchè ci si possa rialzare presto dalle conseguenze devastanti della pandemia, troppo poco però si parla di cultura e di bellezza.

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori”; ogni volta che passo davanti al Palazzo della Civiltà italiana leggendo queste parole penso la stessa cosa: dobbiamo ripartire dalla bellezza, questa è la chiave del nostro futuro, la cifra della vocazione che sempre ha reso grande l’Italia nel mondo. L’umanità ferita è alla ricerca della bellezza, alleviarne le ferite vale più di ogni certezza economica.
Per fare questo abbiamo bisogno di una comunicazione che sappia armonizzare voci distinte, una comunicazione rivolta alla riconciliazione, al dialogo, alla comprensione e al perdono.  Non abituiamoci alla voce di un mondo che grida e fa coincidere diversità e conflitto! Dobbiamo evitare la dinamica degli estremismi e delle polarizzazioni perchè la nostra epoca necessita di dialogo e di sintesi. Come diceva Dante Alighieri: “il contrario di un errore non è la verità ma l’errore di segno opposto”. La verità è il sentiero stretto tra due errori di segno contrario.
Le diverse dimensioni di un problema globale ci espongono alla tensione tra estremi. “Costruire ponti che favoriscano lo sviluppo implica il coraggio di conoscere le sponde e di attraversare il fiume turbolento delle divisioni e delle polarizzazioni”.

Oggi ci troviamo stretti tra due opposti, da un lato, c’è l’integralismo identitario che ha nel fondamentalismo il suo vessillo spesso insanguinato; D’altro lato, c’è, il sincretismo incolore che relativizza ogni credo stemperandolo in un’innocua melassa spirituale.
Veniamo da una stagione affascinata dal mito relativista nella quale si è fatta passare l’idea che per essere liberi si debba necessariamente sciogliere ogni legame, obbligazione o appartenenza. Il pensiero dominante di questa società progressista e laicizzata è stato caratterizzato dalla volontà di superare ogni dogma e certezza morale, in favore dell’autoaffermazione della piena libertà individuale, verso un definitivo affrancamento dalle religioni. Le premesse di un tale modello si sono svelate ovviamente false e questo non può essere che un bene, ma oggi rischiamo di cadere esattamente in estremismi di segno opposto; Oggi più di ieri dobbiamo riflettere sulle parole del filosofo tedesco Josef Pieper:  “E’ possibile evitare che l’uomo si converta in un consumatore totalmente passivo di articoli prodotti in massa, in un discepolo docile e sottomesso di fronte a qualsiasi slogan strombazzato dai dirigenti e dai potenti della nostra società?”.

Il mio desiderio come artista è quello di promuovere un’arte che si faccia portatrice di un messaggio di pace, bellezza, speranza e verità; Credo fermamente nella bellezza come antidoto alle ideologie e ai populismi che tornano a confondere e a mentire.
Dobbiamo fuggire come la peste la retorica dello scontro di civiltà; Non ci può essere bellezza se manca la piena consapevolezza del valore inestimabile d’ogni essere umano, la bellezza è il faro che illumina la dignità, la fragilità, la sacralità di ogni essere vivente.
Sono fiducioso di poter assistere e contribuire ad un nuovo risorgimento, una rinascita, una profetica rivoluzione culturale e spirituale dove comunicare e condividere bellezza sarà di prioritaria importanza per uscire dalla paura della storia; C’è tanta umanità nascosta, che non fa rumore, ma che è viva e più diffusa di quanto si possa immaginare, quante grandi anime lasciano il segno senza che di loro nulla si dica sui libri o sui giornali.
Stiamo vivendo tempi di crisi ecologiche, sociali, economiche ed umanitarie, ma sempre dalle ceneri della distruzione e del non senso, sono sorte forze luminose, creative e cariche di nuova speranza! La crisi del nostro tempo è spirituale, la risposta, allora, non può che essere spirituale e l’arte è un canale privilegiato dello spirito, come diceva Paolo VI: “Ogni artista è in qualche cosa pontefice in senso etimologico, un facitore di ponti fra terra e cielo. fra qui e l’altrove“.