Si, Sono Figlio d'Arte

Sei figlio d'arte? 
Mi chiedono da quando con passione ho cominciato a dedicare gran parte del mio tempo alla pratica della pittura.

No. Ho sempre risposto io, i miei genitori si dedicano all'annuncio del Vangelo da oltre cinquanta anni;
Ho cominciato a dipingere non per imitazione o perchè spinto da qualcuno, ho cominciato a dipingere spinto da qualcosa che non saprei bene spiegare a parole.

Poi crescendo ho preso gradualmente consapevolezza di quanta bellezza ci fosse nella vita e nelle scelte dei miei genitori; Dio ha operato prodigi nella loro vita e ogni giorno che passa mi sembra di avere occhi più trasparenti per vedere. Ho assistito a tanti miracoli, tanti davvero! E' incredibile l'operare di Dio nella vita delle persone: ho visto matrimoni risanati, riconciliazioni serie e profonde, conversioni sorprendenti!




Vasilij Grosmsman, scrive nei suoi "Appunti di viaggio":

"C'è un dono superiore rispetto a quello dei geni della scienza e della letteratura, dei poeti e degli scienziati. Tra le persone di talento, se non di genio, tra i virtuosi delle formule matematiche, del verso poetico, della frase musicale, dello scalpello e del pennello, molti hanno un animo misero, debole, meschino, lascivo, avido, servile, cupido, invidioso;...Il dono supremo dell'umanità è il dono della bellezza spirituale, della nobiltà d'animo, della magnanimità e del coraggio del singolo in nome del bene. E' il dono di cavalieri e fanti timidi e senza nome che con le loro imprese fanno si che l'uomo non si trasformi in una bestia."

Il non credente Grossman pone al vertice dei valori la nobiltà d'animo, la bellezza spirituale, il coraggio in nome del bene, la vera grande bellezza, la più grande opera d'arte!

Per questo oggi posso rispondere ai curiosi: 
Si, sono figlio d'Arte!




Il Crocifisso a cui affidare l'Europa

A volte l'arte moderna più ancora di un'icona religiosa nel senso tradizionale può aiutarci a riflettere sul dolore del mondo, sull'uomo e le sue relazioni ferite.
Questo accade per esempio con la "Crocifissione bianca", dipinta da Chagall quando cominciava la persecuzione nazista, portatrice di odio e divisione.

In questa Crocifissione tutto il dolore del mondo si riflette sulle vicende della croce; Attorno alla croce sono raffigurate diverse scene che ritraggono un mondo di dolore e di morte, di violenze e soprusi commessi nei confronti della popolazione ebrea.

Con questo dipinto, l’artista vuole denunciare le persecuzioni ingiuste subite dal suo popolo e lo fa, in maniera sorprendente, mettendo al centro la figura di Cristo crocifisso, preso come simbolo dell’innocente condannato in maniera ingiusta.

Questa è la crocifissione degli uomini costretti a pagare le conseguenze di tanto odio e divisione, la crocifissione degli ultimi, dei reietti scartati e respinti che trovano un porto solo nelle braccia aperte della croce di Cristo.

Questa è la crocifissione a cui affiderei l'Europa, la sua memoria e le sue radici.




Due Sguardi, Una Bellezza




La Fondazione Internazionale Padre Matteo Ricci 

è lieta di invitarvi alla mostra: 

DUE SGUARDI, UNA BELLEZZA
di Yang Dongbai e Francesco Astiaso Garcia 



Venerdì 7 giugno dalle ore 14:30 alle 18:00

Presso l’Università Gregoriana 
Piazza della Pilotta, 4 - ROMA





乍一看,西方之美和东方之美在视觉上差异很大,但当主体深入感官时,我们就会被那围绕着我们

的,难以言喻的同一奥秘所感动。从这层意义上讲,交流对话不仅具有建设性,而且也是必要的。在
这些苦难无所不在、盲目暴力、自然灾害或生态灾难的时期,谈论美可能会显得很不协调,也不适
宜,甚至带着挑衅性。美牵涉到世上的痛苦,还有对尊严、同情和正义感的终极需求……拥有智慧
和自由的人类,能够破坏任何事物,尤其是美。毫无疑问,美可以帮助我们反思生命的造物主之谜
,在其范围内,美告诉我们,宇宙不是一件单纯又荒谬的礼物,而是一份荣耀的礼物……
(程抱一)
Al primo approccio la visione della bellezza occidentale e quella orientale appaiono molto diverse ma
quando il soggetto viene approfondito fino a raggiungere i sensi, siamo toccati dallo stesso mistero indicibile
che ci abbraccia. In questo senso, lo scambio e il dialogo sono costruttivi e necessari. In questi tempi di
miserie onnipresenti, violenze cieche, catastrofi naturali o ecologiche, parlare di bellezza può sembrare
incongruo, sconveniente o persino provocatorio. La bellezza comporta la presa in carico del dolore del
mondo, un'esigenza estrema di dignità, di compassione e di senso della giustizia. Senza dubbio la bellezza
può aiutarci a riflettere sul mistero di un Dio creatore della vita, nella misura in cui la bellezza ci comunica
che l'universo non è semplicemente un dono assurdo, ma che si manifesta come un dono glorioso...
François Cheng


差异,对我们而言,并不是冲突、争议或冷落的原因。和平源自相互的认识和彼此的合作......为了和
平,有必要接受挑战,并冒着平衡这种互动交流的风险。西方世界、东方世界和中国都有能力维护和
平的平衡,并有力量这么去做。我们始终必须通过对话寻求解决方案。和平的真正平衡是通过对话实
现的,也是伟人们,譬如利玛窦,走过的路。
(教宗方济各)

La differenza non è per noi motivo di conflitto, di polemica o di freddo distacco. La pace nasce dalla
conoscenza e dalla collaborazione reciproca…E’ necessario accettare la sfida e correre il rischio di bilanciare
questo scambio per la pace. Il mondo occidentale, il mondo orientale e la Cina sono in grado di mantenere

l’equilibrio della pace e hanno la forza per farlo. Dobbiamo trovare un modo sempre attraverso il dialogo. Il
vero equilibrio della pace si realizza attraverso il dialogo, è la strada dei grandi come Matteo Ricci.
Papa Francesco

I Have a Dream

I have a dream

Ho sognato 
un mondo dove chi prega la madonna e brandisce il rosario
non respinge con arroganza forestieri e migranti aizzando sospetti, divisioni e ostilità.

Ho sognato 
un mondo dove chi difende la vita dei panda,
non lotti anche a favore dell'aborto e dell'eutanasia.

Ho sognato un mondo
in cui nessuno mai più si azzardi a giustificare odio e violenza in nome di Dio e della religione.

Ho sognato un mondo
in cui chi difende la vita nel grembo materno si schiera anche, con la stessa passione al fianco dei clochard, delle prostitute, dei poveri e migranti.

Ho sognato un mondo
dove le nuove generazioni sensibili all'ambiente siano anche disposte a rinunciare a qualcosa del loro esigente e conformista stile di vita.

Ho sognato un mondo
dove si combatte il terrorismo senza strumentalizzare le appartenenze di credo e di religione.

Ho sognato un mondo
dove chi si schiera accanto ai poveri, agli zingari, ai rifugiati e agli ultimi della terra abbia a cuore anche la tutela della vita dei più deboli, in ogni momento, dal concepimento fino alla morte.

Ho sognato un mondo
in cui tutti si sentano corresponsabili della custodia della bellezza e riverenza della vita; un mondo assetato di pace, giustizia ed equità, capace di guardare chi è diverso come un fratello, nel profondo rispetto di tutta la famiglia umana.

Buone elezioni Europee a tutti!



Dipingere un Fuoco che Scotta

"Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all’uomo, perciocché s’egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle, e se vuol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, ei n’è signore e creatore. E se vuol generare siti deserti, luoghi ombrosi o freschi ne’ tempi caldi, esso li figura, e cosí luoghi caldi ne’ tempi freddi. Se vuol valli, il simile; se vuole dalle alte cime di monti scoprire gran campagna, e se vuole dopo quelle vedere l’orizzonte del mare, egli n’è signore; e cosí pure se dalle basse valli vuol vedere gli alti monti, o dagli alti monti le basse valli e spiaggie. Ed in effetto ciò che è nell’universo per essenza, presenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente, e poi nelle mani, e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempo generano una proporzionata armonia in un solo sguardo qual fanno le cose."     Leonardo da Vinci 



E se vuol creare un fuoco che sembra scottare, egli ne è signore

tecnica mista su tela, marzo 2019
































L'Arte Moderna spiegata da mio figlio

Ieri pomeriggio  ho portato mio figlio Francisco Eusebio a visitare, per la prima volta, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna; 

E' stata un'esperienza bellissima e inaspettata, sono entrato con l'idea di introdurlo all'arte contemporanea e invece è stato lui, con i suoi occhi da bambino di quattro anni e i suoi commenti spontanei a mostrarmi come nuove le opere dei grandi del 900 aiutandomi a dimenticare anni di studi. 

Devo dire che prima di ieri non avevo mai incontrato un critico d'arte così diretto e spietato; al termine della visita ho cominciato anche io a vedere l'arte in un modo nuovo, sicuramente più genuino, semplice e sopratutto meno condizionato.

Vi regalo alcune delle sue osservazioni critiche rivolte ad alcuni degli artisti intoccabili presenti in mostra:



         Fontana è un'opera ready-made realizzata dall'artista Marcel Duchamp nel 1917.

                         Francisco: Papà anche io devo fare pipì.





                     Edwin Parker, Jr., noto come Cy Twombly è stato un pittore statunitense,
                     conosciuto per il suo modo di sfuocare la linea tra disegno e pittura.

                     Francisco: papà questo l' ho fatto io a scuola mia





                      Fontana giunge alla sua poetica delle opere più famose (i tagli sulla tela), nel 1958, meditando la lezione del barocco, in cui, come egli scrisse le figure pare abbandonino il piano e continuino nello spazio.

Francisco: Guarda questo papà, l'hanno tagliato con le forbici.




I quadri specchianti costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, sia della sua successiva produzione e attività artistica, sia della riflessione teorica nella quale egli costantemente ad essi ritorna per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni.


Francisco: Togliti che non vedo... non si toglie questo qui.





Pascali presenta sempre le sue opere in modo scenografico e i Bachi da setola ben si prestano a dominare lo spazio con  forme morbide e variabili, un’invasione pacifica di elementi naturali creati artificialmente; l’artista ancora una volta si muove su diversi piani incrociando linguaggio e oggettualità.


Francisco: Papà questi sono di mamma, portiamoli a casa.






Oggetto delle combustioni di Burri divennero prima il legno e poi la plastica, che in quegli anni era il simbolo di una nuova civiltà fondata sul consumo, di un accesso al benessere aperto – cosa mai accaduta prima – alle masse.

Francisco: Nooooo, si è bruciato col fuoco. Scotta papà?





L’artista belga Berlinde De Bruyckere,  espone due opere intitolate “We are all Flesh”, in cui delle carcasse di cavalli pendono da supporti appesi alle pareti. 


Francisco: Gli hanno fatto la bua, andiamo via.





La carrozzeria dell'automobile a posto della tela e della cornice. L'artista americano John Chamberlain ha lasciato il suo segno nella storia dell'arte contemporanea internazionale con le sue sculture realizzate anziché con materiali pregiati, con carcasse di vecchie auto. 

Francisco: Noooo, questa si è rotta papà, come la macchina di nonno.





Ruota di bicicletta è un'opera realizzata dallo scultore francese dadaista Marcel Duchamp nel 1913 a New York. Dopo aver scelto questi due oggetti d’uso comune e averne annullato la funzione pratica, impose al sistema dell’arte di considerarli da un punto di vista estetico-concettuale. Duchamp, con questa azione, mise in discussione la definizione stessa di arte e dell’intero processo creativo.


Francisco:Papà perchè la bicicletta mia è salita sulla sedia?





Arrivederci alla prossima visita



Quale imperdonabile distrazione


Bolivia 2009 

Dal testamento spirituale di San Paolo VI 

"Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata da infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così nostalgiche, e così chiare ormai per denunciare il loro passato irricuperabile e per irridere al loro disperato richiamo.

 Vi è la luce che svela la delusione d'una vita fondata su beni effimeri e su speranze fallaci. Vi è quella di oscuri e ormai inefficaci rimorsi. Vi e quella della saggezza che finalmente intravede la vanità delle cose e il valore delle virtù che dovevano caratterizzare il corso della vita: « vanitas vanitatum ». Vanità della vanità. 

Quanto a me vorrei avere finalmente una nozione riassuntiva e sapiente sul mondo e sulla vita: penso che tale nozione dovrebbe esprimersi in riconoscenza: tutto era dono, tutto era grazia; e com'era bello il panorama attraverso il quale si è passati; troppo bello, tanto che ci si è lasciati attrarre e incantare, mentre doveva apparire segno e invito. Ma, in ogni modo, sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente; un avvenimento degno d'essere cantato in gaudio, e in gloria: la vita, la vita dell'uomo! 

Né meno degno d'esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell'uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. E' un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura. Assale, a questo sguardo quasi retrospettivo, il rammarico di non averlo ammirato abbastanza questo quadro, dì non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità! 

Tuttavia, almeno in extremis, si deve riconoscere che quel mondo, che è stato fatto per mezzo di Lui, è stupendo. Ti saluto e ti celebro all'ultimo istante, sì, con immensa ammirazione; e, come si diceva, con gratitudine: tutto è dono; dietro la vita, dietro la natura, l'universo, sta la Sapienza; e poi, lo dirò in questo commiato luminoso, (Tu ce lo hai rivelato, o Cristo Signore) sta l'Amore!

La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, d'un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre! In questo ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica Luce; è una rivelazione naturale d'una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell'invisibile Sole, che nessuno ha mai visto, il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato".