Dipingere un Fuoco che Scotta

"Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all’uomo, perciocché s’egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle, e se vuol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, ei n’è signore e creatore. E se vuol generare siti deserti, luoghi ombrosi o freschi ne’ tempi caldi, esso li figura, e cosí luoghi caldi ne’ tempi freddi. Se vuol valli, il simile; se vuole dalle alte cime di monti scoprire gran campagna, e se vuole dopo quelle vedere l’orizzonte del mare, egli n’è signore; e cosí pure se dalle basse valli vuol vedere gli alti monti, o dagli alti monti le basse valli e spiaggie. Ed in effetto ciò che è nell’universo per essenza, presenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente, e poi nelle mani, e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempo generano una proporzionata armonia in un solo sguardo qual fanno le cose."     Leonardo da Vinci 



E se vuol creare un fuoco che sembra scottare, egli ne è signore

tecnica mista su tela, marzo 2019




























L'Arte Moderna spiegata da mio figlio

Ieri pomeriggio  ho portato mio figlio Francisco Eusebio a visitare, per la prima volta, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna; 

E' stata un'esperienza bellissima e inaspettata, sono entrato con l'idea di introdurlo all'arte contemporanea e invece è stato lui, con i suoi occhi da bambino di quattro anni e i suoi commenti spontanei a mostrarmi come nuove le opere dei grandi del 900 aiutandomi a dimenticare anni di studi. 

Devo dire che prima di ieri non avevo mai incontrato un critico d'arte così diretto e spietato; al termine della visita ho cominciato anche io a vedere l'arte in un modo nuovo, sicuramente più genuino, semplice e sopratutto meno condizionato.

Vi regalo alcune delle sue osservazioni critiche rivolte ad alcuni degli artisti intoccabili presenti in mostra:



         Fontana è un'opera ready-made realizzata dall'artista Marcel Duchamp nel 1917.

                         Francisco: Papà anche io devo fare pipì.





                     Edwin Parker, Jr., noto come Cy Twombly è stato un pittore statunitense,
                     conosciuto per il suo modo di sfuocare la linea tra disegno e pittura.

                     Francisco: papà questo l' ho fatto io a scuola mia





                      Fontana giunge alla sua poetica delle opere più famose (i tagli sulla tela), nel 1958, meditando la lezione del barocco, in cui, come egli scrisse le figure pare abbandonino il piano e continuino nello spazio.

Francisco: Guarda questo papà, l'hanno tagliato con le forbici.




I quadri specchianti costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, sia della sua successiva produzione e attività artistica, sia della riflessione teorica nella quale egli costantemente ad essi ritorna per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni.


Francisco: Togliti che non vedo... non si toglie questo qui.





Pascali presenta sempre le sue opere in modo scenografico e i Bachi da setola ben si prestano a dominare lo spazio con  forme morbide e variabili, un’invasione pacifica di elementi naturali creati artificialmente; l’artista ancora una volta si muove su diversi piani incrociando linguaggio e oggettualità.


Francisco: Papà questi sono di mamma, portiamoli a casa.






Oggetto delle combustioni di Burri divennero prima il legno e poi la plastica, che in quegli anni era il simbolo di una nuova civiltà fondata sul consumo, di un accesso al benessere aperto – cosa mai accaduta prima – alle masse.

Francisco: Nooooo, si è bruciato col fuoco. Scotta papà?





L’artista belga Berlinde De Bruyckere,  espone due opere intitolate “We are all Flesh”, in cui delle carcasse di cavalli pendono da supporti appesi alle pareti. 


Francisco: Gli hanno fatto la bua, andiamo via.





La carrozzeria dell'automobile a posto della tela e della cornice. L'artista americano John Chamberlain ha lasciato il suo segno nella storia dell'arte contemporanea internazionale con le sue sculture realizzate anziché con materiali pregiati, con carcasse di vecchie auto. 

Francisco: Noooo, questa si è rotta papà, come la macchina di nonno.





Ruota di bicicletta è un'opera realizzata dallo scultore francese dadaista Marcel Duchamp nel 1913 a New York. Dopo aver scelto questi due oggetti d’uso comune e averne annullato la funzione pratica, impose al sistema dell’arte di considerarli da un punto di vista estetico-concettuale. Duchamp, con questa azione, mise in discussione la definizione stessa di arte e dell’intero processo creativo.


Francisco:Papà perchè la bicicletta mia è salita sulla sedia?





Arrivederci alla prossima visita



Quale imperdonabile distrazione


Bolivia 2009 

Dal testamento spirituale di San Paolo VI 

"Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata da infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così nostalgiche, e così chiare ormai per denunciare il loro passato irricuperabile e per irridere al loro disperato richiamo.

 Vi è la luce che svela la delusione d'una vita fondata su beni effimeri e su speranze fallaci. Vi è quella di oscuri e ormai inefficaci rimorsi. Vi e quella della saggezza che finalmente intravede la vanità delle cose e il valore delle virtù che dovevano caratterizzare il corso della vita: « vanitas vanitatum ». Vanità della vanità. 

Quanto a me vorrei avere finalmente una nozione riassuntiva e sapiente sul mondo e sulla vita: penso che tale nozione dovrebbe esprimersi in riconoscenza: tutto era dono, tutto era grazia; e com'era bello il panorama attraverso il quale si è passati; troppo bello, tanto che ci si è lasciati attrarre e incantare, mentre doveva apparire segno e invito. Ma, in ogni modo, sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente; un avvenimento degno d'essere cantato in gaudio, e in gloria: la vita, la vita dell'uomo! 

Né meno degno d'esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell'uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. E' un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura. Assale, a questo sguardo quasi retrospettivo, il rammarico di non averlo ammirato abbastanza questo quadro, dì non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità! 

Tuttavia, almeno in extremis, si deve riconoscere che quel mondo, che è stato fatto per mezzo di Lui, è stupendo. Ti saluto e ti celebro all'ultimo istante, sì, con immensa ammirazione; e, come si diceva, con gratitudine: tutto è dono; dietro la vita, dietro la natura, l'universo, sta la Sapienza; e poi, lo dirò in questo commiato luminoso, (Tu ce lo hai rivelato, o Cristo Signore) sta l'Amore!

La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, d'un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre! In questo ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica Luce; è una rivelazione naturale d'una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell'invisibile Sole, che nessuno ha mai visto, il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato".