La Bellezza dei più Piccoli e la Libertà d'espressione



Siamo tutti d'accordo che la salvaguardia della libertà d'espressione è di fondamentale importanza perchè costituisce il diritto inalienabile di ciascun individuo di manifestare la propria opinione nell'esercizio del libero arbitrio.

Vorrei però soffermarmi e riflettere su alcune delicate questioni che emergono, nella nostra attualità, alla luce della Convenzione dei diritti dell' uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e della Costituzione Italiana.




A proposito della libertà d'espressione:

Convenzione dei Diritti dell’uomo (1948). Articolo 19: 1. Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni. 2. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; (...) 3. L’esercizio delle libertà previste (…) comporta doveri e responsabilità speciali, può essere pertanto sottoposto a talune restrizioni che però devono essere espressamente stabilite dalla legge ed essere necessarie: a) al rispetto dei diritti o della reputazione altrui; b) alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della sanità o della morale pubbliche.

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (TUE) Articolo 11: 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Costituzione italiana (2 giugno 1947), Articolo 21Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (…) Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.





Nelle Carte sopra analizzate emerge la possibilità di restrizioni alla libertà di espressione e allo stesso tempo emerge la necessità ferma di tutelare il libero pensiero difendendolo da ogni censura o ingerenza.
E' evidente che affrontando certi argomenti, ci addentriamo in un terreno scivoloso dai confini molto delicati.

Mi preme ora, riportare l'applicazione delle Carte sopra citate, all'attualità, in particolare a due episodi recenti accaduti in Francia.


Il primo è una tragedia nota a tutti: l'attentato terroristico contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo del 7  gennaio 2015 a Parigi.

La stampa si è stretta intorno ai giornalisti francesi assassinati rifiutando l’autocensura e scegliendo invece di pubblicare articoli e vignette in difesa di quel diritto alla libertà di parola violato dai terroristi.

La frase "Io sono Charlie" è diventata simbolo della libertà di espressione in tutte le democrazie del mondo.

"L'attacco alla libertà d'espressione è un attacco alla libertà di tutti poichè la libertà d'espressione è il valore fondante alla base di tutte le democrazie europee."


Queste parole sono state pubblicate sui principali giornali e per mesi erano sulla bocca di tutti. D'altronde si capisce, come non essere indignati di fronte ad un simile scempio!

L'importante però è non fare confusione; a tal proposito desidero portare la vostra attenzione su un'altro episodio sempre avvenuto in Francia in tempi ancora più recenti.

Mi riferisco alla decisione del Consiglio Superiore per l' audiovisivo (il massimo organismo di sorveglianza del settore in Francia) di censurare uno spot televisivo, trasmesso in occasione della Giornata mondiale per le persone Down.


Tale spot, premiato a Cannes e diffuso anche dall'Onu, mostrava alle madri in attesa, che la vita di una persona con sindrome di Down può essere piena e appagante, senza nasconderne le difficoltà. "Cara futura mamma, non avere paura, tuo figlio potrà essere felice come lo sono io" è il messaggio finale rivolto alle gestanti.


Il Consiglio Superiore per l' audiovisivo ha vietato il filmato perchè: 

" indirizzandosi ad una futura madre, sembra avere una finalità ambigua e può non suscitare un'adesione spontanea e consensuale".
In altre parole il video è stato censurato perchè può offendere la sensibilità delle donne, in dolce attesa di bambini Down, che hanno deciso di abortire o ancora peggio potrebbe condizionarle, influenzando la loro scelta.

Un tribunale ha recentemente confermato questa decisione di censura.


Recenti studi dicono che In Francia, novantasei  gravidanze con sindrome di Down su cento, vengono attualmente  interrotte e a tal proposito il deputato francese Olivier Dussopt ha detto:"Quando sento che "purtroppo" il 96 per cento delle gravidanze con sindrome di Down finisce con l'aborto, la vera domanda che mi faccio è perchè ne rimane il 4 per cento"...mi risparmio ogni giudizio, perchè sono parole raccapriccianti che si commentano da sole.

Ci troviamo davanti a delle vere e proprie forme di "eugenetica democratica". 

Un saggio del dottor Brian Skotko affronta l'argomento fino a chiedersi se la sindrome di Down sparirà del tutto.

...ma torniamo a noi e alla riflessione sul significato profondo di libertà d'espressione.


Dice dunque la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati. 


A questo punto sorge la domanda:

La libertà d'espressione è sacra in ogni circostanza o solo quando difende vignette di pessimo gusto che non si limitano ad offendere l'uomo appartenente ad ogni fede ma arrivano ad un macabro scherno delle vittime del terremoto incitando all'odio e al razzismo? Cos'è la tolleranza, cosa il pluralismo e il rispetto di tutti?

Lo stesso Charb, il direttore di Charli Hebdo, ha affermato che l'unica limitazione riconosciuta alla libertà d'espressione è cio che stabilisce la legge.

Kant ha scritto al riguardo che "la legge più rigorosa può determinare il sommo dell'iniquità".

Questa interpretazione arbitraria della libertà d'espressione è una forzatura che come artista non posso tacere.



Cercare la Bellezza dovrebbe essere il compito di ogni uomo, non solo degli artisti.
Se difendere la vita e la Bellezza significa mostrare le incongruenze dei nostri tempi, mostriamole! Se difendere la vita e la Bellezza significa dissentire da ideologie varie, manifestiamo il nostro dissenso!
Dobbiamo essere creativi, e non conformarci al pensiero collettivo del politicamente corretto.

Chiedo poi ai difensori del principio di laicità francese: Chi stabilisce cosa sia politicamente corretto e cosa politicamente scorretto? Quale censura è lecita e quale no? Oggi, nel 2017, ci troviamo difronte ad un nuovo tipo di discriminazione, non più la discriminazione per il colore della pelle bensì la discriminazione per il colore delle idee, qualora non coincidano con il politicamente corretto.

Il vero progresso passa sempre per la difesa e tutela dei più piccoli, non si può rinunciare a lottare in difesa della bellezza dei piu piccoli.

I nostri tempi hanno bisogno di cuori ardenti e spiriti vivi per non cedere alla tiepidezza!

La Bellezza dei più piccoli

Nessun commento:

Posta un commento