La Bellezza Solleva dalla Povertà

Il 26 marzo scorso è stata organizzata una visita speciale ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina per un gruppo di 150 senzatetto che hanno potuto godere di bellezze artistiche incomparabili, tra cui le Stanze Vaticane di Raffaello o la Sistina affrescata da Michelangelo, con l'ausilio di guide specializzate.

Mi ha colpito molto questa iniziativa dell'Elemosineria Apostolica, guidata dall'Arcivescovo polacco Konrad Krajewski perchè sono convinto che i poveri abbiano bisogno non solo di aiuti concreti per la vita di tutti i giorni ma anche di bellezza.
La bellezza è indispensabile per la dignità di tutti gli uomini in generale e a maggior ragione dei poveri che tante volte per disgrazie o difficoltà economiche hanno perduto la consapevolezza della loro dignità.

La bellezza solleva dalla povertà, dalla peggiore di tutte le povertà, la povertà dell'autostima e del proprio rispetto, la povertà che non ci permette di ricordare la ricchezza della dignità umana!

Dice il Salmo 8: " Che cosa è l' uomo perchè te ne curi, il figlio dell' uomo perchè te ne dia pensiero.
Eppure lo hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato.."

I poveri hanno bisogno di saperlo, sono importantissimi agli occhi di Dio!

Dopo le mille donazioni in denaro e in oggetti di uso quotidiano (sacchi a pelo, ombrelli e molto altro) distribuite da Krajewski ai clochard che stazionano intorno al Vaticano, dopo l'apertura sotto al colonnato del Bernini delle docce e del salone di barberia, quest' iniziativa culturale del Vaticano e di Papa Francesco, sottolinea l' attenzione della Chiesa verso i poveri e gli emarginati.

Recentemente Papa Francesco, in occasione di un grande concerto nell'Aula Paolo VI  ha voluto che i poveri e i senza tetto occupassero le prime file solitamente riservate alle autorità...e proprio questa mattina ho letto che sempre il Papa ha deciso di pagare il viaggio Roma-Torino ad un gruppo di persone indigenti e senza dimora per andare a vedere la Sindone.

In una bella intervista il Cardinal Ravasi citava un proverbio indiano: "Se tu hai due pani, uno lo dai al povero, l'altro lo vendi e acquisti un fiore di giacinto e lo dai al povero".
Il povero cioè ha diritto non solo di avere il pane ma anche di avere la bellezza.

La bellezza ci ricorda che alle nostre esistenze qualcosa manca, qualcosa che non è possibile colmare con l' abbondanza materiale.

Un mondo che contiene bellezza è un mondo in cui la vita è degna di essere vissuta.
Di fronte al dolore, all' imperfezione e alla transitorietà delle nostre affezioni e delle nostre gioie, la bellezza risveglia in noi la nostalgia di un' esistenza più perfetta.

All' arte chiediamo di rassicurarci sulla sensatezza della vita in questo mondo e sulla redenzione della sofferenza. Ogni giorno, sotto i nostri occhi, si succedono delusioni, orrori e insensatezze, l' arte ci deve ricordare che la vita umana non è una beffa, una storia insulsa di nascita e decadimento.

Nella povertà del dubbio e della desolazione, dobbiamo poterci ancora aggrappare alla "prospettiva della bellezza".

Vorrei concludere questa mia riflessione sulla Bellezza con le parole di Peppino Impastato in uno dei memorabili dialoghi del capolavoro cinematografico “ I cento passi”

“La Bellezza è importante, non ci vuole nulla a distruggere la Bellezza… e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla.”

Con los Pobres de la tierra quiero yo mi suerte echar (una giornata trascorsa con una famiglia di Zingari in Turchia)








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