Biografia

BIOGRAFIA: 

 

Francesco Astiaso Garcia è un pittore italo-spagnolo, artista multidisciplinare, curatore e padre di quattro figli. Ha conseguito la laurea con il massimo dei voti e la lode presso l'Accademia di Belle Arti di Roma in Pittura e Storia dell'Arte, perfezionando successivamente la sua formazione con un anno di studi all'Académie des Beaux-Arts di Parigi. La sua pittura lo ha portato a operare in quattro continenti, realizzando affreschi e pitture murali nelle principali città del mondo — tra cui Madrid, Parigi, Varsavia, Shanghai, New York, Managua, Denver e La Valletta — e in numerosi centri italiani, quali Roma, Perugia, Teramo, L'Aquila, Pescara, Porto San Giorgio, Civitanova e presso la Santa Casa di Loreto. Dal 2001 collabora stabilmente con il pittore Kiko Argüello, con il quale ha partecipato alla realizzazione degli affreschi dell'abside della Cattedrale di Madrid.

 

Le sue opere, presenti in collezioni pubbliche e private, godono di un ampio apprezzamento da parte di pubblico e critica. Tra le prestigiose sedi espositive si annoverano la Galleria Astarte a Parigi, il Museo Nazionale d'Arte Moderna di Malta e le Sale del Bramante a Roma. Negli ultimi quindici anni ha realizzato oltre venti mostre personali, esponendo presso il Palazzo dei Capitani (Ascoli Piceno), lo Spazio Museale dell'Agostiniana a Piazza del Popolo, l'Accademia di Romania, la Numen Gallery, l'Istituto Culturale Portoghese di Sant'Antonio, Palazzo Velli a Trastevere, la Galleria Acquario, la Galleria Cervantes di Piazza Navona, il Teatro Lauro Rossi di Macerata e la Galleria Sempione, etc..

L'interesse del mondo artistico nei confronti di Astiaso Garcia nasce dalla sua peculiare capacità di ritrarre la figura umana fissandone sulla tela l'essenza spirituale, dote che gli è valsa numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

 

Dal 2011 l'artista collabora attivamente con il Vaticano eseguendo anche diverse commissioni artistiche. Nel 2015 è stato insignito del Premio Internazionale "Giovanni Paolo I", dedicato a personalità distinte per la testimonianza cristiana e l'impegno sociale. Nel 2019 è stato nominato Segretario Nazionale dell'Unione Cattolica Artisti Italiani (U.C.A.I.), fondata da San Paolo VI, assumendo inoltre il ruolo di Segretario di Redazione della storica rivista "Arte e Fede", di cui coordina i canali social e web. Nel marzo 2026 ha ricevuto la nomina di Presidente Nazionale dell’U.C.A.I.

 

Sul fronte del dialogo internazionale, dal 2019 porta avanti un progetto culturale tra Italia e Cina insieme alla Fondazione Internazionale Padre Matteo Ricci. Tale iniziativa, che ha visto la pubblicazione del volume EPIFANIE e lo sviluppo del progetto “Due Sguardi una Bellezza”, è stata ufficialmente incoraggiata dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel giugno 2025 ha inaugurato una personale alla Galleria d’Arte dell’Università degli Studi Esteri di Pechino, seguita dall'allestimento di una mostra permanente presso il World Sinology Center della capitale cinese.

 

Il suo profondo legame con il Pontificato è testimoniato dal ritratto di Papa Francesco realizzato nel 2021 e firmato dal Pontefice stesso, il quale ha espresso apprezzamento scritto per opere quali "La Crocifissione dei migranti", la pala "Misericordia e Verità" e l'affresco dell'Annunciazione a Loreto. Nel 2022, Astiaso Garcia ha inoltre curato in Vaticano una grande mostra di beneficenza per i giovani ucraini sostenuta dalla Fondazione Scholas Occurrentes, che ha ricevuto la visita di Papa Francesco.

Oltre all'attività pittorica, nel 2023 è stato membro della giuria per il Concorso d'Arte Europeo Fafce presso il Parlamento Europeo di Strasburgo. Nel settembre 2025 ha infine ideato e curato a Mosca, presso il Palazzo delle Nazionalità, la mostra "La Bellezza di Cristo Salva il Mondo", un’esposizione volta a promuovere la pace che ha riunito sessanta artisti provenienti da quindici Paesi.

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BIOGRAPHY:

Francesco Astiaso Garcia is an Italian-Spanish painter, multidisciplinary artist, curator, and father of four children. He graduated with highest honors from the Academy of Fine Arts of Rome in Painting and Art History, later furthering his studies with a year at the Académie des Beaux-Arts in Paris. His artistic practice has led him to work across four continents, creating frescoes and murals in major cities around the world, including Madrid, Paris, Warsaw, Shanghai, New York, Managua, Denver, and Valletta, as well as in numerous Italian centers such as Rome, Perugia, Teramo, L'Aquila, Pescara, Porto San Giorgio, Civitanova, and at the Holy House of Loreto. Since 2001, he has maintained an ongoing collaboration with the painter Kiko Argüello, participating in the creation of the apse frescoes of the Cathedral of Madrid.

His works, held in both public and private collections, are widely appreciated by audiences and critics alike. Prestigious exhibition venues include the Astarte Gallery in Paris, the National Museum of Modern Art of Malta, and the Bramante Rooms in Rome. Over the past fifteen years, he has held more than twenty solo exhibitions, showing his work at venues such as the Palazzo dei Capitani in Ascoli Piceno, the Agostiniana Museum Space in Piazza del Popolo, the Romanian Academy, Numen Gallery, the Portuguese Cultural Institute of Saint Anthony, Palazzo Velli in Trastevere, Galleria Acquario, Galleria Cervantes in Piazza Navona, the Lauro Rossi Theatre in Macerata, and Galleria Sempione, among others. The art world’s interest in Astiaso Garcia stems from his distinctive ability to portray the human figure while capturing its spiritual essence on canvas, a gift that has earned him numerous national and international awards.

Since 2011, the artist has actively collaborated with the Vatican, also carrying out several artistic commissions. In 2015, he was awarded the International Prize “John Paul I,” dedicated to individuals distinguished for their Christian witness and social commitment. In 2019, he was appointed National Secretary of the Italian Catholic Artists’ Association (U.C.A.I.), founded by Saint Paul VI, and also took on the role of Editorial Secretary of the historic journal Arte e Fede, coordinating its social media and web presence. In March 2026, he was appointed National President of U.C.A.I.

In the field of international dialogue, since 2019 he has promoted a cultural project between Italy and China together with the International Father Matteo Ricci Foundation. This initiative, which led to the publication of the volume EPIPHANIES and the development of the project “Two Gazes, One Beauty,” has been officially encouraged by the President of the Council of Ministers and by the President of the Republic, Sergio Mattarella. In June 2025, he inaugurated a solo exhibition at the Art Gallery of Beijing Foreign Studies University, followed by the installation of a permanent exhibition at the World Sinology Center in the Chinese capital.

His deep connection with the Pontificate is evidenced by the portrait of Pope Francis created in 2021 and signed by the Pontiff himself, who also expressed written appreciation for works such as The Crucifixion of Migrants, the altarpiece Mercy and Truth, and the fresco of the Annunciation in Loreto. In 2022, Astiaso Garcia also curated a major charity exhibition in the Vatican for Ukrainian youth, supported by the Scholas Occurrentes Foundation, which was visited by Pope Francis.

In addition to his painting activity, in 2023 he served as a jury member for the Fafce European Art Competition at the European Parliament in Strasbourg. In September 2025, he conceived and curated in Moscow, at the Palace of Nationalities, the exhibition “The Beauty of Christ Saves the World,” an exhibition aimed at promoting peace that brought together sixty artists from fifteen countries.



CURRICULUM ARTISTICO

-  Esposizione “Whaiting for the bus” presso la Facoltà di Architettura "La Sapienza" (Roma).

-  Esposizione “Imago” (Garden House, Piazzale Tiziano).

-  Esposizione presso il “Centro Nazionale d’Incisione" di Formello.

-  Esposizione presso la Galleria “il Canovaccio“ (Quello che fu lo studio del Canova). 

-  Partecipazione alla rassegna Nazionale di Video-Arte con il "Cortometraggio Rivelazione".

-  Partecipazione all’Arte in Fiera di Reggio Emilia come rappresentante dell'Accademia delle Belle Arti di Roma.

-  Esposizione presso il Chiostro delle Clarisse a Terlizzi (Bari).

-  Esposizione presso il Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Roma Ostiense.

- Esposizione, premio Open Art, presso le Sale del Bramante (Piazza del Popolo, Roma).

- Esposizione "Plasma, Dissoluzione e Forma" Galleria Biblioteca Elsa Morante di Ostia.

- Esposizione presso Galleria Fieri (Albania).

- Esposizione presso l'Art-Hotel Santa Prassede (Roma).

- Partecipazione a Roma Art Week 2022

- Esposizione presso l'Accademia d'Ungheria in Roma.

- Esposizione presso il Complesso "Le Tre Fontane" (Roma).

- Esposizione “Cos’è l’Uomo” presso il Centro Congressi Fondazione Santa Lucia, Roma

- Esposizione “DigyArs e Golg” presso il Parco di Roma Golf Club

- Esposizione “Omnia Vincit Amor” presso il Museo degli Sport di Combattimento di Ostia

- Esposizione "Arte Senza Confini: ITALIA - GEORGIA" presso Art Gallery Opizari a Tbilisi.

- Esposizione in Vaticano presso la sede della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes 

- Esposizione presso il Palazzo delle Nazionalità di Mosca

- Esposizione presso Villa Ferrari Casnedi Casati Stampa, Cinisello Balsamo (Milano).


Esposizione bi-personale "Visage", presso il Museo Nazionale di Malta.

Esposizione personale presso la Galleria “Acquario“ (Roma, Via Giulia).

Esposizione personale presso la galleria “Astarte” (Parigi).

Esposizione personale presso "Fabi, Arte, Moda e Comunicazione" (nelle Marche a Monte San Giusto).

Esposizione personale presso il “Palazzo dei Capitani” (Ascoli Piceno)

Esposizione personale "Materia" presso il Teatro Quirino di Roma.

Esposizione personale "A Mi Manera" presso lo Spazio Museale dell'Agostiniana a Piazza del Popolo.

Esposizione personale "Fiamma di Fuoco Viva" presso lo Spazio Museale dell’Accademia di Romania (Roma).

Esposizione personale "Epifanie" presso “Atelier MONTEZ”.

- Esposizione personale "La Divina Somiglianza" presso l'Istituto Culturale Portoghese di Sant'Antonio.

- Esposizione personale “Eterno Femminino” presso Palazzo Velli (Trastevere).

- Esposizione personale "Ritratti di Donna" presso “Turris Eburnea” (Largo Argentina).

- Esposizione personale "Despertad Mortales" presso la Galleria Cervantes (Piazza Navona).

- Esposizione personale "Cieli Nuovi e Terra Nuova" presso la Nvmens Gallery (Colosseo).

- Esposizione bi-personale "Due Sguardi, una Bellezza" presso la Pontificia Università Gregoriana.

- Esposizione personale "Il Sesto Giorno" presso la Galleria d'Arte Sempione.

- Esposizione personale "Epifanie" nel Foyer del Teatro Lauro Rossi di Macerata.

- Esposizione personale “I Have A Dream” presso “La Cittadella” di Assisi

- Esposizione personale “Omaggio a Leonardo” presso il Museo LEONARDO DA VINCI

- Esposizione personale “Festival dell’Uomo Tutto Intero” - Arcisodalizio dei Piceni

- Esposizione bi-personale "Battiti di Speranza" presso il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino.

- Esposizione personale presso la Galleria d’Arte dell’Università degli Studi Esteri di Pechino


VISIONE POETICA

Oggi è importante poter sovvertire le tradizionali funzioni e forme del quadro, il piano pittorico può essere tagliato, bruciato, smontato, assemblato, sostituito con le sostanze e i processi più vari perché l’artigianato conferma la cultura, l’arte la mette sempre in discussione.

Tuttavia l’artista che non conosce la storia dell’arte ignora il suo passato e le sue innovazioni segneranno solo mode passeggere; Noi artisti dovremo essere come un’onda del mare che raggiunge l’ onda che la precede e si spinge un pochino più in là.

Attraverso l’arte desidero creare ponti tra i canoni della bellezza classica e le avanguardie della pittura del nostro tempo. Intendo il contemporaneo come una sintesi di modernità e tradizione. Diceva Modigliani:” la modernità è un gran mistero, accoppiata a ciò che fu, gravida di ciò che sarà”.

L’opera autentica partecipa al mistero della Bellezza che ogni uomo può contemplare nel creato, ogni artista copia la natura anche senza saperlo. Il quadro diventa dunque lo spazio di una libertà da scoprire, finestra dell’anima e de-ja-vù della creazione. L’atto creatore deve essere anteriore alla forma e al suo contenuto, non importa tanto l’intenzione dell’artista quanto la sua capacità di lasciarsi sorprendere dall’opera.

L’eredità dell’artista consiste più che in una serie di quadri in un atteggiamento riguardo la vita! L’arte è nostalgia del cielo e desiderio di pienezza! La radice dell’esistenza umana è abitata dal desiderio di trascendere tutti i limiti, la Bellezza è fragile custode di questo insopprimibile anelito!

 “Fare Arte significa in ogni cosa mostrare Dio.”

 

                                                                        Francesco Astiaso Garcia

 

 

TESTI CRITICI SULLA PITTURA 

DI FRANCESCO ASTIASO GARCIA

Ogni artista, in modo più o meno consapevole, si mette (e ci mette) in rapporto con  la  natura. In Astiaso García questa  connessione  non  è solo  esplicita,  è molto di più:  è strutturale. La natura diventa essa stessa parte integrante della materia pittorica. Francesco, in definitiva, non raffigura la natura ma raffigura “con” la natura. I suoi dipinti sembrano essere formati veramente  di  aria,  acqua,  terra  e  fuoco,  con  tutta  la  specificità  del  loro  manifestarsi:  posseggono  l’inafferrabile  leggerezza  dell’aria,  il  fluido  vagabondare  dell’acqua,  l’eroica  densità  della  terra,  l’  insondabile  passionalità del fuoco. 

 

L’artista, si  muove alla luce di una profonda motivazione religiosa. In questa ottica, la persona  umana  non  è solo  una  creatura  di Dio, ma  ne  è l’immagine;  è il  vertice  e  la  sintesi  dell’universo,  accogliendo  in  sé  la  vertiginosa  evoluzione della materia e l’avventuroso stupore dello spirito; è lo specchio  nel quale la natura scopre la direzione del suo cammino e si proietta verso  una rinnovata identità. 

 Il pittore si immerge e ci immerge in una realtà che va  al  di  là  del  visibile,  ma  che  costituisce  la  vera  essenza  degli  esseri  e  dell’essere.  Lo stupore  della  natura  riecheggia  nei  visi  umani soprattutto  femminili e, come una cascata di bellezza, inonda lo sguardo del visitatore.

 

Con uno stile e una tecnica molto originali, nascono forme  nuove,  le  cui radici  affondano  non solo  in  un  linguaggio  estetico ma in una visione di vita. Sono opere che testimoniano il percorso  compiuto  dal  pittore  nel  suo  passaggio  dal  figurativo  all’astrazione,  per  giungere  ad  una  sintesi  personale  tra  le  due  istanze;  ma  soprattutto  testimoniano le radici esistenziali di un’arte che vuole essere espressione di  una fede religiosa e di una fedeltà umana.

La  costruzione  dell’immagine  si  basa  su  moduli  apparentemente  occasionali, ma in realtà  condotti  con rigore  e razionalità; i  colori,  con la  loro  alternanza  e  la  loro  corrispondenza,  diventano forme;  la  luce  non si  limita ad accarezzare le superfici, ma le definisce con vigore e leggerezza;  vuoti  e  pieni  dialogano  per  creare  dissolvenze,  fino  all’informale;  impressionismo  ed  espressionismo si intrecciano per delineare volti  come  paesaggi  dell’anima,  di  fronte  ai  quali  la  pausa  di  sospensione  diventa  stimolo alla contemplazione.

 

Il  manifesto  della  mostra  è  la  Dafne, simbolo  di  una  profonda  simbiosi tra la divinità, l’umanità e la natura. Nel volto diventato foglia e  nella foglia diventata volto la natura celebra il proprio autoritratto. Così, al termine di questa esperienza visiva e culturale, si ripropone la  grande domanda: se la natura si ritrova nell’uomo e l’uomo è immagine di  Dio,  sarà  in  grado  di  diventare  anche  somiglianza  di  Dio?  Ne  sarà  un’immagine somigliante  o  un rottame sfigurato  e  corrotto?  E in  questo  fallimento, anche la natura sarà travolta? Il maestro Astiaso García illumina la risposta con un ultimo soffio di  speranza:  «L’animo  umano  è  abitato  dal  desiderio  di  trascendere  tutti  i  limiti, la bellezza è fragile custode di questo insopprimibile anelito».      

 

 Non è l’uomo che protegge la bellezza. È la bellezza che protegge l’uomo. 

                                                                                   VINCENZO FRANCIA

 

 

Francesco Astiaso Garcia lascerà un segno nella sensibilità del pubblico, la sua è la capacità di leggere nel mondo circostante, allo stesso tempo, il dato oggettivo e la sua interpretazione emozionata.

E’ veramente inconsueto notare come nel suo lavoro ciò che si perde in definizione o fedeltà coloristica venga recuperato con una leggibilità più intensa come succede con quello strumento sensibilissimo e libero che è la nostra memoria, con le sue selezioni apparentemente arbitrarie, le sue cancellazioni che a volte ci turbano profondamente o anche quelle inaspettate palingenesi di lontanissime verità che ci travolgono. Il verosimile si lascia trasformare in immagine onirica, lo slancio creativo resta con rispetto entro i confini della riconoscibilità, IL SUO FINE è TRASFIGURARE LA NATURA NELL’ ARTE!

 

                                                                                      GIANLUCA TEDALDI

 

 

La vasta e variegata produzione artistica di Francesco Astiaso Garcia spazia nella sperimentazione di ogni mezzo espressivo: i suoi lavori sono trasparenti quasi eterei, lasciano trasalire la leggera pienezza della loro presenza. Il segno che definisce e accomuna il suo lavoro è quel tratto misterico che si spande, non per definire, quanto piuttosto per far emergere la figura lasciandola piano piano trasparire sotto l’occhio dello spettatore. Più che l’aspetto psicologico Francesco Astiaso Garcia indaga l’anima delle sue figure, anima che sottende e velatamente rivela la sua presenza nel tratto cinereo che la invita a manifestarsi. Volti e ritratti si fanno indizio dell’anima che trova nell’opera dell’artista una forma di rappresentazione. Le figure affiorano  dall’espansione del pigmento che come cenere si deposita sulla superficie pittorica conferendo loro fragilità e leggerezza. Mistero e fede diventano i fondamenti  di una ricerca artistica che  si attua nel quotidiano e si realizza con ogni mezzo espressivo contemporaneo. L’elemento spirituale lascia una traccia di sé nella maggior parte delle opere, siano esse istallazioni, disegni o sperimentazioni video lontane da tematiche religiose dove tuttavia sacralità e mistero emergono da oggetti quotidiani, volti ritratti e autoritratti. Le figure dell’ artista attraverso la propria presenza manifestano anche la propria assenza mostrando l’ espressione visiva di quell’ anima invisibile che mistericamente ci anima, fonte di quella ricerca continua che contraddistingue la vita dell’ uomo e quella dell’ artista.

                                                                                    

                                                                         FRANCESCA CASCINO

 

 

Francesco è un trentenne romano, padre spagnolo, madre italiana. A vederlo, assomiglia a qualche gentiluomo del Greco. E la sua pittura ricorda qualcosa del grande di Toledo. Ma nessun allungamento delle figure, nessuna estasi irreale.

La sua pittura rappresenta la realtà che si sogna, quella che esiste e non si vede se non con “altri occhi”. Sembra che Francesco abbia questi altri occhi. I viaggi nel mondo, gli incontri, le sensazioni, i dialoghi, i pensieri: tutto ciò che è vita e desiderio di vita spunta fuori dai suoi quadri. Ma senza irruenza, con uno sfumato che ricorda certo Leonardo e che ha bisogno, anzi “necessità”, di venire osservato, a lungo, da lontano. Allora i volti escono dalla nebbia e diventano grandi occhi che ci guardano da “oltre il cielo”.

Mi sono fermato e rifermato: i tocchi umidi di “Amanti dietro il finestrino”, suggeriscono intimità delicate e profonde; “Il bacio” è un delicatissimo disegno azzurrino su sfondo rosa e dice tenerezza pura; “Stigmate” è la linea-fantasma di un  crocifisso che appare ma è pronto a dissolversi; “Oltre il cielo” è un volto emergente dalle nebbie e che in esse si sfuma.

Potremmo continuare perché Francesco è anche irruento, focoso, rapidissimo, guizzante. È anche fuoco, albe azzurre che paiono notti, colori come esplosioni vulcaniche, gemiti grida e preghiere.

Cosa si nasconde nell’anima di questo giovane uomo che a trent’anni sembra aver visto molto, compreso ancor di più eppure essere costantemente in ricerca?

Chissà dove si fermerà quest’arte misteriosa, e se si fermerà. In realtà sta proprio qui il suo fascino, nel dubbio che la sua ricerca lo porti verso un altrove metafisico che ci sorprenderà ancora. Francesco è pittore di indagine, di mai sazia corsa spirituale. Infatti, dopo aver  gioito contemplando i suoi amori, i suoi furori, le sue preghiere e i suoi pianti – celati dentro nebbie ma ben presenti – si  sta bene. Si avverte che così è la vita, dell’anima, prima che del corpo. Per questo la sua è una pittura spirituale, che tende all’astratto, fatalmente. Là dove El Greco stava arrivando.

                                                                       

                                                                                 MARIO DAL BELLO

 

Nella pittura di Francesco Astiaso Garcia due forti energie si manifestano simultaneamente, l’energia della luce che rivela e l’ energia dell’ ombra che nasconde.

La sua pittura è una mappa che indica il tracciato di un’ arte di vivere, l’ espressione di una formula alchemica dietro la quale si cela sempre un enigma, ogni opera si presenta come ponte teso tra la terra e il cielo. I vari stati dell’ anima si rispecchiano nell’ incessante oscillazione tra l’ oceano universale e il mare intimo. C’ è qualcosa di primitivo e allo stesso tempo profondamente mistico,

di selvaggio e di trascendentale nell’ atto di dipingere di Francesco Astiaso Garcia.

La tela è sempre pervasa dal desiderio di attraversare la materia per rivestirla di spiritualità.

Ogni quadro esprime l’ esplosione di un vulcano interiore, la folgore di movimenti interni che stanno a ricordare il fuoco divino che arde nel cuore dell’ uomo.

Di fronte alla pittura di Francesco Astiaso Garcia si è colpiti dall’ ardore e dall’ evanescenza, dalla pulsione e dalla sua spiritualizzazione. Nel bosco mentale del pittore c’è spazio per una sottile linea di confine tra l’ immagine e la pura astrazione, tra la natura e l’ onirismo.

Un linguaggio di passione, in parte sempre misterioso accoglie lo spettatore e lo conduce fino ad una soglia, la pittura di Francesco Astiaso Garcia è abitata dal desiderio di trascendere i limiti della figurazione, da una spinta interna, dal fruscio dell’ invisibile, dallo scorrere di colori inafferrabili, la sua pittura è prima di tutto un gesto di vita, gesto d’ amore e di poesia, gesto di fede.​

                                                                         MARIANNE CORDIER                                                                                                                                            

Nel lavoro di Francesco Astiaso Garcia  si sente forte l’ esigenza di andare oltre…

spingere le frontiere del comprensibile al limite dell’ umana razionalità.

La visione dell’ immaginario prende coscienza del suo essere e ne vuole fare la sua terra d’adozione.

L’ opera abbandona il suo creatore senza rimpianti, come crisalide vola via per sublimare se stessa,

per raggiungere mete lontane e perse nell’ infinito congiungendosi cosi’ al primo pensiero di colui che l’ ha creata.…un viaggio tra pianeti e mondi sconosciuti alla ricerca dell’ assoluto in qualsiasi modo esso si intenda o recepisca; quella forma di assoluto che genera il desiderio di essere il più vicino possibile al creatore di tali meraviglie; con umiltà porsi domande,con umiltà cercare risposte!

                                                                            ROBERTO ARMINI

 

Francesco Astiaso Garcia, di ascendenze italo-spagnole, giovane pittore già affermato, è entrato con determinazione e autorevolezza anche nel mondo espositivo della fotografia artistica.

La sua produzione comprende un ingente numero di scatti raccolti durante un'itineranza planetaria dello sguardo, che Astiaso ha lasciato liberamente spaziare, lungo gli anni, nei suoi numerosi viaggi nei vari continenti. L’artista come un minatore di bellezza estrae dal mondo con la sua fotocamera poesia e verità, e lo fa con sorprendente destrezza e l’ assidua ricerca di chi sa estrarre segnale da rumore, isolare il bello dal brutto, soffermarsi sull’ inosservato, ritrovare il perduto e proporre il nuovo, il mai visto. La sua attitudine autoriale costituisce uno degli svariati elementi che fanno la differenza tra una fotografia che possa essere riconosciuta come un'opera d'arte e una che non lo è.

L’arte fotografica di Francesco Astiaso Garcia è quanto mai contemporanea, priva di ogni reiterato stilema e refrattaria a ogni tentazione di maniera. Ciò vale sia per le caratteristiche di composizione e contenuto delle sue opere, sia per le modalità con cui queste sono offerte alla visione del pubblico.

Al centro del lavoro visivo dell'artista c'è la Bellezza. La bellezza del creato, trattata in modo estatico e poetico, apprezzabile da coloro che mantengono l'umiltà, infantile, di lasciarsi ancora stupire. La bellezza che ritrae e propone l'autore ha a che fare con la manifestazione di Dio, come Astiaso stesso dice e scrive. Questa bellezza è quella del creato, che presuppone un Creatore. Dice San Leone Magno «[...] il cielo e la terra, il mare e quanto si trova in essi proclamano la bontà e l'onnipotenza del loro Creatore.». E, a tal proposito, Francesco Astiaso scrive «Il creato annuncia la sapienza e la presenza del Creatore, l'annuncia in una forma visiva, senza parole, senza che se ne possa udire la voce.».La sua, allora, diviene, in un certo senso, un'opera fotografica potenzialmente “profetica”. La Verità che è oggetto del suo sentire, della sua ricerca e del suo operare, è quella della Rivelazione. Ecco che allora il Bene, il Vero e il Bello ritrovano, mirabilmente congiunti, il loro giusto ruolo e la loro centralità nel discorso sull'arte. Con estetica e arte ricomposte e riconciliate rispetto alla frattura del Novecento.

L'opera di Astiaso, in conclusione, è anche “evangelizzatrice”. Proprio perché profetica. Contribuisce cioè a mettere in relazione l'uomo con Dio. La sua vita con la Parola. Le Epifanie di cui si parla, allora, possono diventare, auspicabilmente, le manifestazioni, le rivelazioni che quotidianamente Dio compie nei confronti di ciascuno di noi. Lungo il percorso della nostra esistenza. Questo, Astiaso, lo sa benissimo, e ce lo ricorda di foto in foto, come un fotografo in cammino, che, con noi, e per noi, fa presente che tutti, in carovana, siamo chiamati oltre. Non possiamo, allora, che dirgli grazie. Grazie di cuore

                                                                                             

                                                                                       ENRICO NICOLO'

 

La storia di Francesco Astiaso Garcia è una storia pittorica. Il suo lavoro spazia tra il materico, l’astratto e il figurativo. Ma è quando l’artista romano mischia letteralmente gli stili, in particolare l’astratto e il figurativo, che raggiunge l’eccellenza. Con una ricerca del nuovo, del particolare, e una ricercatezza dei materiali e delle tecniche. E allora basta un po’ di carta regalo tra la tela e il colore a inventare una storia; bastano delle gocce di pittura, casuali, per richiamare un paesaggio Africano. E allora, basta uno schizzo d’olio su un foglio di carta per ‘creare’, dal nulla, un pugno nello stomaco. Una contemporaneità che rimanda continuamente al classico. Ognuno dei dipinti ti guarda da dietro quella patina di astratto che è la nostra immaginazione. Ci lascia liberi di vederci dentro ciò che siamo capaci di creare, una tela fatta di suggestioni. Dipinti pieni di ciò che gli occhi di chi guarda, sono capaci di vedere. Potente.

                                                                                    ROSSANA SOLDANO

 

Tanti sono i sentimenti che provano coloro che hanno la fortuna di avvicinare Francesco Astiaso Garcia.

Ventisette anni, quinto di sette figli, bello, profondo ed incredibilmente pieno di talento e sensibilità artistica.

Sin da piccolo ha manifestato chiaramente le sue abilità nel disegno e nella pittura, ed i genitori, papà spagnolo e mamma italiana, catechisti itineranti all’interno del Cammino Neocatecumenale, hanno  incoraggiato la sua vena artistica. I risultati sono evidenti nonostante la giovane età Astiaso può vantare al suo attivo numerose esposizioni, in Italia e all’ estero.

La sua vita è sempre stata condita dai viaggi; da piccolo, per seguire i genitori negli spostamenti durante le missioni di evangelizzazione, e da grande per conoscere il mondo, e soprattutto per collaborare con chi ha dato una forte impronta nella sua formazione artistica: Kiko Arguello, pittore e scultore spagnolo, autore di innumerevoli opere iconografiche, nonché fondatore del Cammino Neocatecumenale. Molte sono le chiese, in Italia, e anche una cattedrale a Madrid, le cui icone sono state dipinte, tra gli altri, anche da Francesco Astiaso Garcia.

La sua vasta produzione artistica spazia nella sperimentazione di ogni mezzo espressivo. Opere a volte crude e nitide, altre volte sfumate, velate e morbide, quasi trasparenti, irreali, evocative, dense di significato, talvolta misteriose, intrise di spiritualità. L’ arte di Francesco Astiaso Garcia esprime una bellezza che non è fine a se stessa, ma volge il suo sguardo verso l’infinito. Essendo l’artista in questione giovane, la cosa commuove ed incanta ancora di più.

                                                                                          SABRINA PIETRANGELI PALUZZI

 

Artista sobrio e di carattere gentilmente poetico, egli è conscio di come il suo patrimonio culturale di origine non sia sopprimibile ed è altresì consapevole del fatto che in arte non si possa esprimere alcunché che non rifletta la propria e più profonda matrice umana e culturale. Che non sia fatto, quindi, a mi manera.

La sua arte opera una vera trasformazione della materia, che viene per così dire “spiritualizzata”: i mezzi fisici, privati d’ogni materialità, rifrangono l’essenza, vale a dire la qualità di un mondo originario.

Il discorso dell’artista continua senza interruzioni, le strutture pittoriche vengono elaborate costantemente e con piena autonomia, ma su principi mai smentiti nel corso di tutta la sua esperienza artistica. Astiaso Garcia, nei suoi quadri, sembra aver fatto suo il principio di Delacroix: “Il poeta si salva con la successione delle immagini, il pittore con la loro simultaneità”.

                                                                                       RICCARDO GESSANI