Dio non fa preferenza di persone

Coinquilini del mondo (foto scattata in Bolivia nel 2009)


Sono nato in una famiglia cattolica e sin da bambino i miei genitori mi hanno trasmesso la fede in Gesù Cristo e nella Chiesa. Durante la mia giovinezza mi sono interrogato spesso sul senso della fede e dell'appartenenza cristiana. Crescendo ho avuto la possibilità di viaggiare e di conoscere tante persone di altre religioni; quante volte ho pensato: Se fossi nato qui, al posto loro, sarei sicuramente mussulmano o induista... chissà cosa penserei dei cristiani?

Ho studiato poi all'Accademia delle Belle Arti, a Roma e a Parigi in un'ambiente per lo più ateo, anarchico ed esistenzialista. La maggior parte degli amici e delle ragazze che ho avuto erano totalmente indifferenti alla Chiesa e alla fede cristiana; il confronto con loro mi ha aiutato a non irrigidirmi dietro a dogmatismi e a mettere in discussione le mie sicurezze, le mie certezze, le mie convinzioni.

Voglio raccontarvi di Marion, una ragazza francese non battezzata, che ho frequentato per alcuni mesi; Lei era molto lontana dalla fede e particolarmente scettica nei confronti di tutte le gerarchie religiose.

Al contempo brillava di una sincera umanità, così genuina e senza sforzo, da costituire per me un esempio e un modello. Mi colpiva la sua profonda sensibilità sociale, la sua generosità e disponibilità verso tutti, soprattutto verso gli ultimi, ammiravo la sua capacità di partecipare al dolore degli altri, di vincere l'indifferenza, i pregiudizi, le barriere e le distanze.

Quante volte parlando con lei della mia fede e del Vangelo le ho detto:

"Sono un grande egoista, tu sei molto più cristiana di me, anche se non lo sai ancora".

Non lo dicevo per compiacerla, né tantomeno per un buonismo qualunquista e relativista, lo dicevo perché ne ero convinto.

In fondo Cristo non poteva essere più esplicito: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio"

Se riduciamo la fede a un imparaticcio di usanze e costumi la nostra vita non cambia, e diamo scandalo. Per questo alcuni religiosi invece di attrarre le persone a Dio, le allontanano confondendole ulteriormente. Anche io come cristiano sento questa responsabilità.

Era evidente per me che la grazia di Dio opera negli uomini di buona volontà, orientati al bene e alla giustizia, anche se non vanno in Chiesa, anche se non chiamano Dio, Padre.

L'essere umano per impulso naturale scruta la verità, questa è una realtà che lo dispone all'incontro con la Trascendenza stessa.

A volte mi risultava difficile capire chi avesse difficoltà a concepire un influsso operante della grazia anche all’interno di altre culture e tradizioni religiose e tante volte non nascondo di essere stato scandalizzato e di aver preso distanza da alcuni atteggiamenti di credenti cattolici intenti a segnare distanze tra le persone, a creare confini invece di favorire ponti e relazioni.

Poi ho conosciuto la dottrina del "Semina Verbi" che è stata per me di grande consolazione e illuminazione. La dottrina dei Semi del Verbo è stata formulata da San Giustino nel secondo secolo dopo Cristo e poi ulteriormente approfondita da Clemente di Alessandria nel terzo secolo dopo Cristo. Tale dottrina induce Giustino a riconoscere i valori morali e spirituali positivi presenti nelle varie culture e tradizioni religiose al di fuori del cristianesimo, e a vedere in essi i “semi” dell’azione dell’unico Verbo di Dio che prepara gli uomini alla sua piena rivelazione nel mistero di Gesù Cristo, unico salvatore universale e centro della storia salvifica.

Dio ha seminato i Semi del Verbo, ossia delle verità ancora incomplete ma comunque ordinate a Cristo, anche al di fuori della Chiesa cattolica, come per esempio nelle altre religioni, nelle culture ed anche in forme di vita che non sono conformi pienamente alla sua Volontà, ma che comunque contengono delle verità che possono essere sviluppate fino alla loro pienezza cristiana.

L’immagine del “seme”, utilizzata da San Giustino, è particolarmente felice, perché riesce ad esprimere l’idea dell’azione diffusa di Dio nel mondo, anche oltre i confini visibili del cristianesimo.

San Giovanni Paolo II definisce i “semina verbi” come “raggi dell’unica verità”.

Nella teoria di Giustino è da escludere qualunque tipo di concessione al relativismo o sincretismo in considerazione dell'affermazione inequivocabile della superiorità e della completezza di conoscenza, di moralità e disponibilità al bene, che la fede in Cristo conferisce.

Secondo Giustino, il Logos è partecipato agli uomini in forme diverse e la sua manifestazione completa si attua nell’incarnazione del Figlio di Dio, da lui chiamato "Logos totale", origine della fede cristiana.

Certamente non basta essere eticamente cristiani per essere cristiani ma il volto misericordioso di Dio accoglie tutti: i pagani, i piccoli, i peccatori.

Dobbiamo imparare a liberarci dai pregiudizi per capire il loro mondo, comprendere la loro situazione e metterci al loro posto. Il Padre ha pagato lo stesso prezzo per ognuno di noi e senza distinzione ci aspetta tutti con le braccia aperte. Dio è alla ricerca di chi lo cerca per poter rivelare Sé Stesso; tutti coloro che ardono di vedere Dio prima o poi, in questa vita, saranno accontentati.

Queste considerazioni ci aiutano a giungere ad una comprensione, più profonda e libera da preconcetti, dell'ultima meravigliosa esortazione apostolica di Papa Francesco, Amoris Laetitia: una parola chiara della Chiesa, fedele al magistero e allo stesso tempo estremamente sensibile e attenta ai nostri tempi, a mio avviso un'opera d'arte, una parola che stavo aspettando!

Ma allora perchè tanta resistenza e opposizione, non occorre essere un teologo per capire certe cose.

Papa Francesco siede sul soglio di Pietro, e come Pietro si trova davanti a chiusure e opposizioni; ma il Papa non può limitare il suo interesse alla sorte dei cattolici, il Papa è interessato alla sorte di sette miliardi di esseri umani, ne è fortemente interessato.

Narrano gli Atti degli Apostoli che Pietro, a suo tempo, si è trovato alle prese con incomprensioni ben più grandi di quelli dei recenti Sinodi:


Atti 10, 34-36, 44-45

34 Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35 ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. 36 Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.44 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. 45 E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo.


Atti 11,1. 17-18

1 Gli apostoli e i fratelli che stavano nella Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. 2 E quando Pietro salì a Gerusalemme, i circoncisi lo rimproveravano dicendo: 3 «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».

 

17 «Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».

18 All'udir questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

 

San Paolo stesso, quando Pietro abbandona ed evita i pagani per timore dei circoncisi si oppose a lui a viso aperto:


Gal 2, 11-14

11Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. 12Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. 13E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. 14Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?"


 "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35 ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto."

Ossia, non importa da che luogo e da che storia proveniamo o quali tendenze abbiamo, o quali problemi stiamo vivendo con nostra moglie o nostro marito, il Signore ci aspetta ed è desideroso di accoglierci e donarci il suo spirito.

In quest’ottica è ancora più chiara la Misericordia di Dio che solo desidera per noi un’esistenza libera, piena di senso che porti frutto, fuori da leggi e moralismi.

Il capitolo primo del Catechismo della Chiesa Cattolica dice:

 

ARTICOLO 1IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO

1260 «Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale».59 Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.

 

"Lumen Gentium" 2.16:

 

"Dio non e neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4). Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita."

 

Cosa apporta dunque il Vangelo di fondamentale alla ricerca di verità, autenticità e felicità di ogni uomo? È molto importante capire l’urgenza di annunciare il Vangelo ad ogni creatura affinché gli uomini abbiano la vita e ne abbiano in abbondanza! San Paolo Apostolo nella prima lettera ai Corinzi sottolinea con ardore la necessità di dialogare con tutti al fine di annunciare il Vangelo, la Buona Notizia: «Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io…Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! »-

Marco 16, 15-16: «Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”».


La Bellezza è Relazione, Equilibrio di Contrasti



Io sono un pittore e so bene che l'armonia non si trova nell'assenza di contrasti, si trova invece nell'equilibrio di contrasti.


Trovare questo equilibrio è un' arte perchè l'arte è relazione.


Quando dipingo mi rendo conto di quanto sia difficile armonizzare i colori, le linee e le forme della pittura; Se manca armonia il quadro è un caos senza bellezza, ogni elemento cerca di sopraffare l' altro, i colori si disturbano vicendevolmente.

Quando invece riesco ad armonizzare i contrasti, ogni colore, mantenendo la propria identità, canta la meraviglia dell' altro, tutte le linea e tutte le forme si valorizzano reciprocamente e così appare la Bellezza!

Cercare la Bellezza dovrebbe essere il compito di ogni uomo, non solo degli artisti.

Se difendere la vita e la Bellezza significa dissentire da ideologie varie, manifestiamo il nostro dissenso, senza paura, senza vergogna, con semplicità, con fermezza, con amore;
Non si può amare avendo paura del conflitto. Perchè tanta paura delle differenze? Siamo ossessionati dalla negazione della differenza nel nome dell'uniformità e dell'allineamento ad un pensiero medio collettivo.

E' facile riconoscere un' ideologia; nonostante tanti cuoricini e arcobaleni non può sopportare chi non la condivide, l' ideologia è educata ma intollerante, rispettosa ma intransigente, democratica ma impositiva. Ma come può la tolleranza mostrarsi allergica alla differenza di opinioni?


Il vero progresso passa sempre per la difesa e tutela dei più piccoli, non si può rinunciare a lottare in difesa della vita in nome del "dialogo ad ogni costo".


I nostri tempi hanno bisogno di cuori ardenti e spiriti vivi per non cedere alla tiepidezza!






Dedicato alle donne

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia; 
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.

Quando a causa degli anni 
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!
Madre Teresa di Calcutta





Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.

Giovanni Paolo II




Senza le donne, il mondo sarebbe sterile: portano la vita e ci trasmettono la capacità di vedere oltre, capire il mondo con occhi diversi, un cuore più creativo, paziente e tenero…
il femminismo, come filosofia unica, non fa alcun favore a chi dice di rappresentare, perché pone le donne su un piano di lotta rivendicativa mentre la donna è molto più di questo. La campagna delle femministe degli anni Venti ha ottenuto ciò che volevano ed è finita lì, ma neanche una filosofia femminista costante dà alla donna la dignità che merita. In modo caricaturale, direi che corre il rischio di trasformarsi in un maschilismo in gonnella 

Papa Francesco



Solo salvando se stesse le donne potranno salvare il mondo. Questa è l’ epoca in cui si mette tutto in mostra alla finestra per occultare il vuoto della stanza.

Dalai Lama



 Come non può fare a meno della luce, dell’ ossigeno e delle vitamine,
l’ uomo – nessun uomo – può fare a meno del Femminino.
Per quanto fondamentale sia, la maternità della donna non è quasi nulla a confronto con la sua fecondità spirituale. La donna fa sbocciare, sensibilizza, rivela a se stesso colui che l’ avrà amata. 

“Posta tra Dio e la Terra, come una regione di comune attrazione,
io faccio venire l’ una verso l’ altra, appassionatamente.” 

Theilard de Chardin

  

Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. 

Vittorio Sgarbi



Gli altri uomini vedono in te una bellezza che dileguerà più veloce dei
loro anni. Ma io vedo in te una bellezza che non svanirà, e nell' autunno
dei tuoi giorni quella bellezza non avrà timore di guardarsi nello specchio,
e non ne riceverà offesa. Solo io amo in te ciò che non si vede.

Khalil Gibran




 Il desiderio di bellezza in fondo è anelito di unità.
L' aspirazione all' unità, così come alla bellezza
sorge dall' interno del cuore umano.
Vi è unità quando tutte le realtà si completano
e formano un insieme armonico, una perfetta sinfonia.
Questa unità è reale quando ciascun
essere svolge la funzione che gli è propria,
quando può dare ciò che è al mondo.
L' unità, correttamente intesa, non è mai dissoluzione
degli esseri, tantomeno negazione della loro singolarità.
L' unità è vincolo, ma un vincolo che rispetta ciascuna
singolarità. L' unità esige paradossalmente la differenza,
ma una differenza che è vissuta in modo complementare.
L' alternanza tra opposti è ciò che rende bello il mondo.
Il maschile e il femminile sono diversi,
ma si completano, ed entrambi sono necessari
perchè nascano nuove forme di vita.

F. Torralba

  


Non si può parlare di un occhio limitandoci a descrivere l' iride,
la retina e la pupilla senza parlare della vista; così non si può parlare di
una donna e del suo corpo, senza parlare anche del femminino, dell’ essenza della sua anima, delle caratteristiche eterne ed immutabili che la distinguono nel comportamento, nell’animo e nel gusto, oltre la moda e il costume. 

Francesco Astiaso Garcia



Come sei bella, amica mia, come sei bella!
I tuoi occhi sono di colomba. I tuoi capelli sono fili di porpora:
tra le sue trecce si è impigliato un re.
I tuoi denti sono come un gregge di pecore che salgono dal bagno prima della tosa.
Le tue labbra sono come un nastro scarlatto e una delizia è la tua bocca.
Il tuo collo è come la torre d' avorio, i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbon.
I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di gazzella, che pascolano tra i fiori di loto.
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili fatti da mano d' artista.
Tutta bella tu sei amica mia, non c' è macchia in te!!
Sorella mia e sposa; è dolce più del vino il tuo amore, più fragranti di ogni aroma i tuoi profumi.     
Stilla nettare dalle tua labbra o sposa;
Alzati, vento astro e vieni; soffia nel mio giardino e fanne spandere i profumi.
Mangiate, amici, bevete; ubriacatevi d' amore!

Il Cantico dei Cantici




1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.

Apocalisse




« L'incarnazione del cristianesimo implica una soluzione armoniosa del problema dei rapporti fra individuo e collettività. Armonia in senso pitagorico: giusto equilibrio dei contrari. È precisamente di questo che gli uomini hanno sete oggi.»   Simone Weil


Simone Weil non concepisce la finalità morale in termine di diritti, bensì di doveri. In quest'ottica si colloca una affermazione contenuta nei Quaderni, «Non credere di avere dei diritti», ispiratrice di parte del femminismo italiano, che invita a cogliere il valore delle differenze a partire da quella femminile, anziché accanirsi a rivendicare l'uguaglianza, pur nell'attenzione a tutte le disparità che, producendo squilibri, sollecitano la costruzione di ponti e mediazioni.


Mostra presso l'Accademia d'Ungheria


Siete tutti invitati alla mostra degli artisti che hanno partecipato alla realizzazione dell'installazione MISERICORDIA, presso il bellissimo spazio espositivo dell' Accademia d'Ungheria in Roma, Via Giulia, 1. 

La mostra resterà aperta dal 9 novembre al 20 novembre
nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 8:30-19:30
sabato e domenica: 10:00 13:00, 14:00-18:00





Chiara Maria e la Grande Bellezza

“Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.
Cercavo la grande bellezza ma...non l'ho trovata" 
(Jep Gambardella)

Questo è il monologo con il quale termina il film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, monologo del protagonista Jep Gambardella.

Jep è un'esteta per vocazione ma trascorre la sua vita immerso e sommerso dalla "grande bruttezza", dove l'imbarazzo dello stare al mondo è costantemente dissimulato dalla vanitas, dalla meschinità,  e dalla menzogna.
Le sue parole esprimono l'angoscia della mancata esperienza della bellezza, angoscia non disperata, ma il cui cinismo tradisce l'anelito di afferrare l'esperienza autentica, la vera vita, quando ormai davanti a se si definisce l'ineluttabile destino della morte.

Mi ha toccato questo dialogo perchè negli stessi giorni in cui ho visto il film, stavo leggendo il libro "Credere per Vedere" di Massimiliano Giglio che racconta la meravigliosa esperienza di Chiara Maria, una ragazza che ho conosciuto solo di vista, morta quest'estate di tumore all'età di 25 anni.
Davanti allo stesso ineluttabile destino della morte, Chiara Maria ha avuto parole molto diverse da quelle di Jep Gambardella, parole che parlano da sole e testimoniano un vissuto cha ha afferrato la grande Bellezza, la vera vita e l'esperienza autentica.


"Perchè ci affanniamo a cercare di fare più soldi, di avere per forza un bell'aspetto, di avere la salute, di essere intelligenti e non capiamo che Dio ci ama per quello che siamo. La malattia mi ha aperto gli occhi sulle priorità della vita, su ciò che è importante per davvero, su cosa significa davvero che la tua vita è nelle mani di Dio, ed ho capito che se non si chiede la Fede ogni giorno, ci si allontana facilmente." 
(Scritto da Chiara Maria poco prima di morire)



MARIA


Un'opera per Ricostruire

Un' Opera per Ricostruire

Esposizione di opere donate da artisti per raccogliere fondi
per i bambini delle zone terremotate


Chiostro di San Cosimato
Piazza di San Cosimato 71/b (Roma - Trastevere)
dal 15 al 20 ottobre 2016
Direzione artistica M. Pochesci



Cari amici siete tutti invitati alla mostra di beneficenza che ha lo scopo di raccogliere fondi per aiutare i bambini delle zone coinvolte dal recente terremoto. La mostra durerà fino al 20 ottobre.

Venite numerosi perchè non c'è arte più bella della solidarietà e dell'umanità condivisa. 

Diffondete la notizia e invitate i vostri amici; se non potete comprare venite lo stesso per non dimenticare.

"Sólo le pido a Dios
que el dolor no me sea indiferente,
que la reseca muerte no me encuentre
vacío y solo, sin haber hecho lo suficiente". (León Gieco)



Street Art Cristiana






























Qualche tempo fa, mi hanno invitato a partecipare alla realizzazione di una grande installazione da collocare all'inizio di Via della Conciliazione in omaggio a Papa Francesco sul tema della misericordia, in occasione del Giubileo in corso.
Mi hanno chiesto anche una breve riflessione per accompagnare l'opera:
Ho scelto la crocifissione di Cristo vista attraverso gli occhi di Maria, ai piedi della croce, per "parlare" della misericordia. La croce è l'apice della natura della giustizia di Dio; l'atto supremo di misericordia. La realizzazione dell'uomo è nell'amore, nella libertà di donarsi e di spendersi per gli altri. Ogni uomo vorrebbe avere una vita piena di amore, ma sperimenta presto di non saper amare. 
Nessun uomo può realizzarsi veramente ed essere felice nell'egoismo, perché noi siamo stati creati a immagine di Dio. Non possiamo volgere le spalle al dolore, non possiamo essere indifferenti alle sofferenze, alle miserie, agli errori, alla solitudine e all'angoscia dei nostri fratelli. Chi può coprire la distanza che separa l'uomo perduto, peccatore, morto, dal Dio vivente? L'uomo, da solo, non può farlo; la misericordia è l'identità di Dio, la sua capacità di raggiungerci. Quando la vita di Dio passa attraverso noi, l'uomo diventa capace di portare il frutto che rimane. Questa è la Buona Notizia, la gratuità della grazia divina manifestata in Cristo Gesù, morto e risorto per la nostra salvezza, per noi peccatori che camminiamo nel mondo senza conoscere la luce della verità. Accogliere questo annuncio significa accogliere la grazia divina e poter amare come non ci era possibile prima e sperimentarne la felicità e la pienezza! 
Dio non ci comanderebbe di volare se non ci avesse anche dotato di ali. La grazia ci libera dalla schiavitù che ci obbligava ad offrire tutto a noi stessi, imprigionati nella paura del futuro, della malattia, dell'incertezza e della morte. Non si tratta di aggiustare un po' l'uomo, ma di farlo rinascere, di farlo risorgere; non possiamo essere misericordiosi, se prima non siamo raggiunti dalla misericordia...Maria, madre di misericordia, aiutaci tu.
"L' uomo non è lasciato solo a tentare in mille modi spesso frustrati un' impossibile scalata al cielo. Divino e umano s' incontrano in un abbraccio che non potrà mai essere sciolto: il verbo si è fatto carne, Egli versa la divinità nel cuore malato dell'umanità e infondendovi lo Spirito del Padre la rende capace di diventare Dio per grazia."  Giovanni Paolo II




MISERICORDIA

Street Art

La Piazza antistante al Castel Sant’Angelo si colora dell’opera di 11 artisti

tra i quali il pittore italo-spagnolo Francesco Astiaso Garcia


I n s t a l l a z i o n e :


    Un omaggio a Sua Santità Papa Francesco e alla Roma del Giubileo straordinario da Egli voluto



Attraverso gli occhi di Maria (Francesco Astiaso Garcia) 

In mostra fino all' 11 Novembre 2016



Ieri mattina è stata collocata in fondo a Via della Conciliazione, davanti al Castel Sant’Angelo l’installazione MISERICORDIA. È la prima volta che un’opera di Street art viene collocata nei pressi dello Stato del Vaticano

 L’opera riproduce in forme tridimensionali la parola “misericordia”. Sulle dodici lettere sono applicate le stampe di altrettanti dipinti provenienti da artisti ungheresi ed italiani che si sono interrogati sul tema della misericordia:

8 artisti ungheresi (Annamária Őry, Péter Weiler, Rudolf Julianusz Bér, Csaba Fürjesi, Ervin Hervé-Lóránth, László Brunszkó, Zsolt Gyarmati, Zoltán Sárpátki)

3 italiani (Melanie Iorio, Francesco Astiaso Garcia, Adriano Necci) 

Sul retro delle lettere si possono leggere le riflessioni degli artisti stessi sul concetto della misericordia, nonché citazioni della bolla Misericordiæ vultus di Papa Francesco. Le dimensioni delle lettere sono 3 metri di altezza e 1 metro di spessore, per uno spazio complessivo di 38 metri di lunghezza.

Nella giornata di ieri, la piazza antistante al Castel Sant’Angelo si è colorata dell’opera degli 11 artisti. Gli spettatori hanno assediato letteralmente l’installazione, sedendosi all’interno dei monumentali caratteri diventando loro stessi componenti integranti, soddisfacendo in tal modo l’idea degli organizzatori, i quali avevano appunto previsto tra i vari obiettivi anche quello dell’interattività. A questo proposito infatti sono state create due pagine:

-          Facebook (https://www.facebook.com/misericordiarome/)

-          Instagram (https://www.instagram.com/misericorida/).

Ai canali di comunicazione di cui sopra, è collegata anche l’applicazione per smartphone e tablet HUG – Tap to donate, attraverso la quale è possibile concretizzare un atto di misericordia verso chi ha bisogno di aiuto. Sull’applicazione HUG, è attiva la raccolta fondi per il progetto “La Minestra del Papa – Con 5 euro puoi donare un pasto caldo ai poveri di Roma” del Circolo S. Pietro, al servizio dei Poveri di Roma dal 1869. HUG-Tap to donate è scaricabile gratuitamente da:

Google Play (https://play.google.com/store/apps/details?id=it.hugdonazioni.hug&hl=it)

Trattandosi di un gesto di condivisione culturale per sensibilizzare un pubblico potenzialmente mondiale, l’opera è ripresa da due mini-telecamere Street view Live 360 montate all’interno della struttura e connesse al sito dedicato al progetto (http://www.misericordiaroma.com/), permettendo anche a coloro che non si trovano a Roma di vedere l’installazione in diretta.

L’installazione diventerà emblema di un solenne gesto di misericordia in occasione della messa di San Martino, celebrata da Sua Santità Papa Francesco alla Basilica di San Pietro l’11 novembre p.v., data di ritiro dell’installazione. 
Il progetto è stato realizzato sotto l’alto patronato del Vice Primo Ministro di Ungheria, Dr. Zsolt Semjén.


Si ricorda che le opere originali dell’installazione potranno essere visionate di persona presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri, Via Giulia, 1) dall’8 al 20 novembre p.v


Carmen Hernandez

Omaggio ad una delle grandi donne del nostro secolo: Carmen Hernandez.  
Ólvega24 novembre1930 - Madrid19 luglio 2016

Con infinita gratitudine.


















Concerto - Mostra




L’ E T E R N O  F E M M I N I N O
in Musica e in Pittura

venerdì 15 Luglio ore 21.00 – Piazza di S. Egidio 10

Mostra di Francesco Astiaso Garcia con la partecipazione di
Maria Josè Ruiz-Cabello, Otello Visconti e Lucia Casbarra

Ingresso gratuito



La musica e la bellezza sono capaci di distoglierci dall’ affarismo materiale che sempre ci circonda, ci abbassa e ci toglie la gioia; la musica ci scuote, ci strappa alla rassegnazione, all’accomodamento del quotidiano e ci spinge verso l’alto.
La gioia che scaturisce dalla vera bellezza ci guarisce dal ripiegamento in noi stessi.
Evgenij Trubeckoj scrive che "l' icona non è un ritratto ma un prototipo della futura umanità trasfigurata"; e Pavel Florenskij sottolinea che lo scopo dell' arte è sollevare l'umanità verso il mondo spirituale: se questo non si attua nella valutazione o nella sensibilità di chi guarda, l'arte resterà solo "una remota sensazione dell'oltremondo, come le alghe ancora odorose di iodio testimoniano del mare".

La funzione guaritrice della bellezza emerge sin dai tempi antichi.
Nel primo libro di Samuele, al re Saul viene proposta una terapia musicale di fronte ai turbamenti di spirito. Per Saul trovarono un cantore d’ eccezione che sarebbe divenuto il suo successore.
“Quando dunque lo spirito sovrumano investiva Saul, Davide prendeva in mano la cetra e suonava: Saul si calmava e si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava da lui.”

Siamo circondati da gente che non ha più nulla da cantare forse perché ha smesso anche di sorridere.
Archiviato ogni legame trascendente, verso l’alto e verso l’altro, prigioniero del proprio individualismo, l’ uomo moderno non trova più cetre in grado di scuoterlo dal torpore.
Forse il più grande dei mali di oggi, prima ancora del cancro o della lebbra è la depressione, la nausea, il non senso o male di vivere.

Siamo capaci di gridare quando la nostra squadra segna un goal e non siamo capaci di uscire dal nostro contegno ed emozionarci come bambini davanti alla bellezza del mondo.

L’arte e la musica esprimono la lode , ma l’uomo moderno ne è divenuto incapace, imprigionato in quell’ affarismo materiale che sempre ci circonda e ci abbassa, ci toglie la gioia.
Persino un ateo radicale come Emil Cioran era strattonato dalla musica verso Dio:
"Quando voi ascoltate Bach, vedete nascere Dio...Dopo un oratorio, una cantata o una Passione, Dio deve esistere...Pensare che tanti teologi e filosofi hanno sprecato notti e giorni a cercare prove dell'esistenza di Dio, dimenticando la sola!"

Dobbiamo fare di tutto perché il mondo ricominci a cantare risvegliandosi dalla tristezza e ritrovi il cammino verso la nobiltà d'animo, la verità e la bellezza.
Scrive Chesterton : "La dignità dell' artista sta nel suo dovere di tenere vivo il senso di meraviglia del mondo; il mondo non perirà per mancanza di meraviglie, il mondo perirà per mancanza di meraviglia."

Gli artisti sono come emissari di un altro
mondo; diffondono la notizia di un altro regno mediante le loro opere.
Ascoltando la musica piangiamo,
perchè la musica ci lascia scorgere l'enigma della riconciliazione infinita
che non viviamo ancora, ma a cui aneliamo dal profondo del cuore.
Rivela le ferite irrisolte, le questioni in sospeso, le incongruenze
e incoerenze della vita. La musica guarda ad un ideale di ricongiungimento,
di rincontro amoroso. La musica ci fa percepire l'assenza di bontà, di unità,
di bellezza e di armonia che è nel mondo, che è nel nostro essere e,
avvertendo questa assenza, scoppiamo a piangere.
L' assenza è ciò che non c'è ma che c'era. (F. Torralba)