Il Mondo Capovolto

Siete mai rimasti stupefatti di fronte ad un riflesso in uno specchio d'acqua?

i riflessi ci permettono di vedere il mondo capovolto,
di scoprire punti di vista completamente nuovi, a volte sorprendenti e inimmaginabili altrimenti!

Quanta bellezza nell' acqua, nei suoi riflessi, nel rapporto tra realtà e apparenza, illusione e oggetto, distorsione e forma !

L' acqua è un utero che purifica e rinnova, attraverso di essa si possono toccare le visioni interiori i ricordi e i sogni. L'acqua si lega alla memoria e alla temporalità, allo scorrere via, alla perdita e alla nascita.

Riflesso nell’acqua tutto si disfa e si ricompone, si frammenta e si distorce riducendo così la prossimità  tra qui e l'altrove, tra la realtà e la fantasia, tra il possibile e l’impossibile !

Scrive il poeta Ibn Arabi: "Bisogna solo avere il coraggio di rompere un muro d'acqua, oltrepassarlo, per rendersi conto che la nostra fisicità, come la vita intera è solo un transito".

Queste sono alcune foto che ho scattato in America Latina, sono scatti autentici, senza nessun intervento di post-produzione, eppure come potete notare ci sono fiumi la cui foce è il cielo, sassi che levitano nell' aria e montagne dentro ad una nuvola:


























La Musa

Ho sempre amato la luce dell' Autunno, forse perchè sono nato ad Ottobre.

Maria Josè era così bella immersa in quella luce: appariva come dipinta da Leonardo da Vinci. Perfetta, eterna, spirituale.



Il Funambolo

Sono sempre stato affascinato dalla figura del funambolo,
un uomo appeso ad un filo senza troppe certezze,
in bilico sul confine immaginario dell’ orizzonte .

Nell’ ultima mostra ho voluto dipingere il funambolo come manifesto dell’ artista  che danza libero e leggero sulla vita, una sorta di autoritratto!



Il funambolo è un rivoluzionarioun poeta dell’ aria… vola senza avere le ali …vede le cose da un punto di vista completamente diverso da quello di tutti gli altri che lo guardano dalla strada con tremore e sospirano per paura che cada..

Non può vivere con la certezza della terra sotto i piedi e sceglie di vivere la sua vita sulla fune;

 per qualcuno è un buffone , per qualcun’ altro un’ artista.. lui  sorride e ringrazia chi ha disegnato la sua vita per avergli dato il cuore di un equilibrista.

Probabilmente la frustrazione di un' acrobata è la mancanza di ali, se avesse le ali però, non sarebbe un' acrobata.

(Omaggio ai Ratti della Sabina)

Amare la Vita



ABORTO 

Qualche anno fa sono stato invitato ad esporre alcuni quadri in una mostra che aveva come tema "Il Rispetto della Vita"; ho accettato volentieri perché sento la pittura come un canale privilegiato per parlare al cuore dell’ uomo.

L’ accostamento dei quadri che ho portato ha fatto molto discutere. Si trattava di quattro opere, due sull’aborto, una sul genocidio in Rwanda e una raffigurante un crocifisso trasfigurato.

Cos’è che ha infastidito tanti e non è stato  accettato al punto da ritenere necessaria una censura?
L'accostamento tra l’aborto e il massacro tra Utu e Tuzi nell'ambito di un evento sul rispetto della vita.

Recenti studi affermano che in Francia, novantasei  gravidanze con sindrome di Down su cento, vengono interrotte; ci troviamo davanti a delle vere e proprie forme di "eugenetica democratica".

Cosa significa rispettare la vita?
Ci sono vite che valgono di più e vite che valgono di meno?

Perchè il genocidio in Rwanda è universalmente riconosciuto come un orrore che non si dovrà più ripetere mentre l' aborto è ritenuto da tanti un diritto necessario a garantire il "rispetto della vita"? La mia non voleva essere una denuncia o un'accusa, semplicemente desideravo proporre una riflessione sincera ed aperta. 

Cos'è allora il rispetto della vita? 

Chi lo stabilisce?

MEMENTO ( RWANDA)


Io mi limito a raccontare una storia di vita;
Il crocifisso che avevo dipinto è stato rimosso e ai due quadri sull'aborto è stato cambiato il titolo, ritenuto troppo forte.

Recentemente ho letto un messaggio di Papa Francesco molto chiaro al riguardo:

"...non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana, è il comportamento dei mafiosi: c' è un problema, facciamo fuori questo.
Occorre prendersi cura dei più deboli...tra questi deboli ci sono anche i bambini nascituri che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo; non è una questione di modernità, perchè nel pensiero antico e nel pensiero moderno la parola uccidere significa lo stesso.
Il gradi di progresso di una civiltà si misura proprio dalla capacità di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi più fragili e di combattere contro gli attentati alla vita in tutti i suoi aspetti:
E' attentato alla vita la piaga dell' aborto. E' attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. E' attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime questioni di sicurezza. E' attentato alla vita la morte per denutrizione. E' attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma anche l' eutanasia.
Amare la vita è sempre prendersi cura dell'altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente".

A mio parere viviamo in una società fortemente ipocrita e buonista, dove spesso si predilige il rispetto di un toro da corrida a quello di un bimbo in gestazione, farlo notare rientra nei compiti non popolari di un artista che cerca la verità e la bellezza; dobbiamo sempre saperci schierare dalla parte dei più deboli, dalla parte dei più piccoli, dobbiamo fare scelte coraggiose e sapere andare controcorrente!


Se difendere la vita e la Bellezza significa mostrare le incongruenze dei nostri tempi, mostriamole! Se difendere la vita e la Bellezza significa dissentire da ideologie varie, manifestiamo il nostro dissenso!
Dobbiamo essere creativi, e non conformarci al pensiero collettivo del politicamente corretto.
Dobbiamo fuggire da ogni forma di preconcetto o ideologia, altrimenti anche le buone battaglie rischiano di essere strumentalizzate, l'armonia presuppone sempre una visione d'insieme, a tal proposito ho apprezzato molto le parole del Cardinal Gualtiero Bassetti:

"Non ci si schiera credibilmente accanto al malato terminale se non si ha a cuore il destino del migrante...Non è in alcun modo giustificabile chiudere gli occhi su un aspetto e considerare una parte come il tutto. Un bambino nel grembo materno e un clochard, un migrante e una schiava della prostituzione hanno la stessa necessità di essere difesi nella loro incalpestabile dignità personale. E di essere liberati dalla schiavitu' del commercio del corpo umano, dal l'affermazione di una tecnoscienza pervasiva e dalla diffusione di una mentalità nichilista e consumista."

Il vero progresso passa sempre per la difesa e tutela dei più piccoli, non si può rinunciare a lottare in difesa della bellezza dei piu piccoli; i nostri tempi hanno bisogno di cuori ardenti e spiriti vivi per non cedere alla tiepidezza!


ABORTO (Particolare)

STIGMATE 

VIVA LA VITA

Mia madre mi racconta che quando ero piccolo, molto spesso, appena alzato le correvo incontro dicendo: "mamma oggi sono felice!", senza un motivo, senza una ragione speciale, solo per il fatto di risvegliarmi ed essere al mondo.
Non lasciamoci rubare l'entusiasmo!!!

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità..."

PABLO NERUDA


Viva la Vita!!! non lasciamoci rubare l'entusiasmo!!!!



 





















La Bellezza, i Fiori del Male e la Carità

Una volta ho letto:


DANDY 
(Photo Copyright Francesco Astiaso Garcia) 
"Ogni dono che Dio dà all’uomo è accompagnato da una verga che come unico scopo ha l’auto-flagellazione"


Il mondo è pieno di artisti inchiodati alla loro tavolozza come i servi alla gleba.

Quanti Dandy chiusi dentro alla loro divisa di fierezza e solitudine perdono la gioia di vivere e la bellezza della relazione con gli altri!



Non è forse la nostra vocazione artistica una chiamata alla libertà di vita e d’espressione?

Ma perché? Non siamo totalmente liberi di vivere e gestire il nostro talento?



La Falena
(Photo Copyright Francesco Astiaso Garcia)


Baudelaire, principe dei "poeti maledetti" scrive nel suo “Inno alla Bellezza” tratto da “I Fiori del Male”:
” …vola al tuo lume la falena accecata, crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe…”

L’artista di cui parla Baudelaire è la falena, una falena notturna, talmente attratta dalla luce del lume del bello che non può fare a meno di avvicinarsi e avvicinarsi fino a bruciare e morire nell’estasi contemplativa, sacrificando tutto per seguire la bellezza. L'uomo è definito dalla sua tensione verso l'infinito, verso la felicità e dal suo limite, dalla sua fragilità; è come un angelo caduto che ricorda il Cielo e lo cerca appassionatamente!

L’arte e in generale il talento in ogni campo è una cosa bellissima però deve essere gestita, dominata … mai dobbiamo arrivare a sacrificare l’amore, la pace e la comunione.

Non è la vita che serve l’arte, è l’arte che serve la vita
Questo me lo ha detto una volta un poeta " benedetto", un vero apostolo della bellezza e non me lo sono scordato più!



Prigionieri della bellezza
(Photo Copyright Francesco Astiaso Garcia)
Come alternativa a questa sindrome di Dorian Grey in cui ci troviamo schiavizzati dal nostro narcisismo che ci impedisce di essere felici,
vi propongo un altro Inno, un Inno alla Bellezza, questa volta con la B maiuscola,

L’Inno alla Carità di San Paolo Apostolo, tra le parole più belle mai state scritte:

"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.


Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.


Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.


La carità è paziente,
è benigna la carità;la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;tutto tollera, tutto crede,

tutto spera, tutto sopporta".

Tutta l'Arte moderna è nella Natura

Sono tante le forme di pregiudizio sull’arte moderna, specialmente sulla pittura astratta! Molte persone sono prevenute e pensano che la pittura astratta sia il rifugio di chi non sa disegnare o quantomeno sia una scelta più facile e veloce per convincere qualcuno di essere un artista.

Questo pregiudizio nasce dall’idea che possiamo considerare artista solo chi sa copiare la natura; questo di per se non è sbagliato ma spesso e volentieri abbiamo un’idea superficiale e limitata del concetto di natura!

Quando ho iniziato a dipingere, da bambino, sentivo il bisogno di rappresentare quello che vedevo: mia madre, i miei nonni, un cavallo, una barca capovolta sulla spiaggia; i miei punti di riferimento erano soprattutto i pittori classici.

L'attenzione per la bellezza ravvicinata della natura mi ha spinto ad amare i particolari delle cose nei quali ho trovato il gusto e il senso dell'arte astratta e informale. Ho scoperto che ci sono tante forme di dipingere una mela; possiamo tracciare un contorno rappresentando il frutto attraverso un'iconografia simbolica o scegliere di rappresentare un particolare della buccia con tutte le vibrazioni e le sfumature di colore. Qual è dunque l'arte astratta e quale quella figurativa? Non vi pare che in entrambi i casi il desiderio sia quello di essere fedeli alla natura?

Paul Cezanne disse che avrebbe conquistato Parigi con una mela, ricordando a tutti che non è il soggetto rappresentato a fare di un pittore un artista ma la maniera di rappresentarlo. In natura non esiste l’astratto e il figurativo, esiste la bellezza con le sue leggi e le sue relazioni che possiamo ritrovare indifferentemente in un volto, o nei dettagli di una foglia, nel nudo di donna o nella buccia di una mela.
Cos’è più facile, disegnare fedelmente una mela o dipingere fedelmente i particolari della sua buccia? E’ artista chi copia la natura anche senza saperlo.

L'arte sembra aver perso il desiderio di produrre bellezza, è l'assenza della natura a pesare sull'arte come una malattia mortale. il dialogo con la natura resta per l'artista, condicio sine qua non.
Scrisse Matisse: "La gente che fa dello stile per partito preso e si allontana volontariamente dalla natura resta al margine della verità. Quando un artista dipinge deve avere questo sentimento di copiare la natura. E anche quando se ne sia allontanato, deve restargli la convinzione di averlo fatto per renderla più pienamente".

In poche parole, l'arte per essere arte non può limitarsi a comunicare, deve comunicare attraverso la bellezza.
Ogni opera d’arte autentica, astratta o figurativa, antica o contemporanea, è un de-ja-vù della natura, un’icona che come uno specchio ricompone la realtà attingendo alla fonte. L’arte è lo splendore della bellezza, la bellezza è lo splendore della verità, l’artista continua l’opera del Creatore e torna alle origini ricreando le leggi della Natura.

Mi ha insegnato il mio maestro Kiko Arguello che il pittore si pone di fronte alla natura come uno scienziato che analizza e approfondisce le leggi della natura, come un chimico che studia la materia. Tutto in natura è una perfetta relazione d'armonia. Ogni autentica opera d'arte è una perfetta equazione matematica, non possiamo cambiare nulla senza che salti tutto.

Qualche anno fa mi trovavo nella terrazza di un paesino in Spagna, dalla quale si vedevano i tetti delle case antistanti ed ho sentito involontariamente un’anziana signora che si lamentava con una sua amica affermando: "è riprorevole che abbiano permesso di cambiare le bellissime tegole di una volta, con questi pessimi tetti  prefabbricati con tegole di color arancione tutte uguali tra loro".

Indubbiamente aveva ragione ma perché questi nuovi tetti così puliti e perfetti non piacevano alla signora? Cosa mancava effettivamente a queste nuove tegole rispetto a quelle vecchie? 

Mancavano i muschi, i funghi e le muffe che il tempo aveva “dipinto” nel corso degli anni, arricchendole e impreziosendole, rendendo ciascuna tegola simile ad un quadro di Anselm Kiefer.
Ecco il punto! In fondo l’anziana signora è stata capace di riconoscere la bellezza ma la stessa signora molto probabilmente non riesce ad accettare di poter considerare arte la stessa bellezza che difendeva agguerrita in un contesto extra museale.

Ho scattato alcune foto di particolari della natura e le ho messe a confronto con opere d'arte contemporanea: tutta l'arte moderna è nella natura! 

Guardare per credere:


INTONACO E UMIDITA'

Francesco Astiaso Garcia ( Olio su Tela )
      




Francesco Astiaso Garcia (Olio e pigmenti su tela)
MUFFA SU TAVOLO




Lucio FONTANA ( Concetti Spaziali )
LEGNO E UMIDITA'





Marc Rothko (olio su tela)



INTONACO ESTERNO (Soggetto agli eventi atmosferici)



ALBERTO BURRI ( CRETTO )











DESERTO DI SALE ( Uyuni - Bolivia )



FANGO E SABBIA 
ANSELM KIEFER ( Tecnica mista  )




  
















  



Justine e il Miracolo dell'Amore



AFRICA CROCIFISSA (olio e pigmenti su tela applicata su due assi di legno)

Un bambino in una Chiesa domanda alla nonna: "Nonna chi sono i Santi?". La nonna indicando le grandi vetrate colorate dice: "I Santi sono quelli che lasciano passare la luce di Dio!".


Antoine de Saint-Exupéry scrive nel suo capolavoro  “Il Piccolo Principe” che la vita è fatta dì incontri.
L’incontro con Justine ha lasciato un segno profondo nella mia vita. L'ho conosciuta a Goma in Congo qualche mese prima della sua morte, mi ha raccontato la sua storia che oggi voglio condividere con voi!

Justine è stata tradita ripetutamente dal marito, il quale a causa dei frequenti rapporti con le prostitute diviene portatotore sano dell’HIV.

Justine perdona Michael e tra i coniugi sembra nascere di nuovo l’amore, è da questo amore però che Justine contrae il virus dell’AIDS e concepisce Myriam ultima di 8 figli e affetta anche lei dall’AIDS.
Tragica conseguenza del tradimento e frutto paradossale del perdono!
Nel corso di tre anni Justine vive ogni sorta di debilitazione fisica e inizia molto rapidamente a dimagrire fino a perdere più di trenta kg. Il virus corrode dall'interno i suoi organi ed in brevissimo tempo Justine perde quasi del tutto la vista.
Anche la piccola Myriam, crescendo, sviluppa una serie di problemi e difficoltà e i medici le danno pochi anni di vita.
La sofferenza più profonda per Justine nasce dall’odio nei confronti del marito, dal risentimento verso la propria storia e verso la vita. Una profondissima crisi sembra uccidere in lei anche la capacità più remota di sperare nell'esistenza di un senso di tanta sofferenza.

Qualcuno però annuncia a Justine il mistero di Gesù Cristo, morto e risorto perchè noi potessimo ricevere la vita come un dono gratuito, il mistero della croce, il mistero dell’amore incondizionato, dell’amore al nemico, dell’amore che non resiste al male e redime il mondo, il mistero della vita eterna.

Justine accoglie la Buona Notizia e questo annunzio poco a poco compie in lei il miracolo!

Non il miracolo di recuperare la vista o guarire dall’AIDS, ma un miracolo molto più grande: un miracolo morale!

Justine ritrova l’energia, la forza e la gioia di vivere. La Parola, i sacramenti, la comunità avvicinano Justine all’amore di Dio e ad un’intimità sempre più profonda con Gesù Cristo e il senso più alto dell'esistenza.

Justine perdona di nuovo il marito con dolcezza e misericordia, lo accoglie con amore e con lui, la piccola Myriam e i suoi figli trascorre gli ultimi anni della sua vita in pace e in comunione!

Lo so è una storia molto dura, e il nostro senso della giustizia ci porta a pensare che non è giusto, non è giusto che sia morta Justine e poi la piccola Myriam, in fondo loro erano le vittime; ma Justine mi ha insegnato con la vita e con le parole che non c'è giustizia senza misericordia...beato l' uomo che il dolore sorprende armato di fede e amore.

Ha detto Papa Francesco: " la santità  è lasciare che il Signore ci scriva la nostra storia"