Life Always, In Every Way

 


Ogni messaggio di Papa Leone richiama con forza il principio delle parole di Terenzio: “Niente di ciò che è umano mi è estraneo”, un concetto che non può essere ridotto a un solo tema né utilizzato selettivamente. 

Difendere la vita significa difenderla sempre e ovunque, dal concepimento alla morte naturale, ma anche in tutte le situazioni in cui la dignità umana è minacciata. Aborto, pena di morte, eutanasia, guerra, violenza sociale, sfruttamento dei poveri e trattamenti disumani verso i migranti appartengono alla stessa radice morale.

Il Papa è stato molto chiaro:

“Chi dice sono contro l’aborto, ma dice sono a favore della pena di morte non è realmente pro life. Chi dice sono contro l’aborto, ma sono a favore del trattamento disumano degli immigrati che si trovano negli Stati Uniti, non so se questo sia pro life.”

“Life Always, In Every Way”, cioè “Sempre per la vita, in ogni circostanza”, diventa così la sintesi di una visione integrale dell’uomo.

Papa Leone ha inoltre affermato:

“Sappiamo che una cultura senza verità diventa strumento dei potenti: anziché liberare le coscienze, le confonde e le distrae secondo gli interessi del mercato”.

Per questo evangelizzazione e promozione umana non possono essere separate: annunciare il Vangelo significa anche difendere concretamente la dignità dell’uomo.

Tutto ciò che offende l’umano ci riguarda. Non può essere credibile chi si schiera a difesa di una categoria piuttosto che di un’altra, perché in tal modo si finiscono per difendere idee e bandiere, non le persone.

Sogniamo insieme un mondo in cui ciascuno si senta corresponsabile della custodia della bellezza e della sacralità della vita; un mondo assetato di pace, di giustizia e di equità, capace di riconoscere nell’altro, anche quando è diverso, un fratello, nel profondo rispetto della straordinaria ricchezza della grande famiglia umana.

È un sogno che nasce dal rifiuto di ogni riduzione ideologica dell’essere umano: un mondo che non giustifica la violenza con parole nobili, in cui la pace non viene invocata per legittimare nuove guerre e in cui il dolore non è mai gerarchizzato. In questo mondo le lacrime hanno tutte lo stesso peso, perché ogni sofferenza è riconosciuta come autenticamente umana, indipendentemente da chi la vive.

La sacralità della vita non è condizionata da appartenenze, simboli o identità esteriori. Il valore di una persona non dipende dal colore di una divisa, dalla nazionalità o dalla lingua in cui si eleva una preghiera. La vita è sacra in quanto tale, prima di ogni confine politico, culturale o religioso.

Siamo con te, Papa Leone, per una pace disarmata e disarmante, cioè libera da ogni logica di dominio, sfruttamento e potere, perché solo la verità sull’uomo può custodire davvero la vita.

Francesco Astiaso Garcia


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